22 Luglio 2026
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Ristrutturazione casa nuovi obblighi sulle rinnovabili dal 3 agosto 2026. Ristrutturazione casa con fotovoltaico, cappotto termico e pompa di calore.

Novità per chi progetta di fare lavori in casa: per le pratiche edilizie presentate dopo il 3 agosto scatta la quota obbligatoria delle rinnovabili fino al 40%. Non tutti gli interventi sono soggetti alle nuove regole. Ecco quali sono i lavori al centro della nuova normativa sulla ristrutturazione green.

 

Cosa succede dal 3 agosto per chi ristruttura?

Rifare il bagno, sostituire il pavimento o tinteggiare le pareti non significa dover installare automaticamente pannelli solari. Dal 3 agosto 2026, però, alcune ristrutturazioni più estese dovranno essere progettate garantendo che una parte dei consumi energetici dell’edificio sia coperta attraverso fonti rinnovabili.

 

La novità deriva dal decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, che ha modificato gli obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici. Il provvedimento stabilisce l’applicazione delle nuove disposizioni alle richieste di titolo edilizio presentate dopo 180 giorni. Le nuove regole riguardano:

 

  • gli edifici di nuova costruzione;
  • gli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione importante;
  • gli edifici nei quali viene effettuata una ristrutturazione dell’impianto termico.

 

Quota rinnovabili nelle ristrutturazioni: è obbligatoria?

No, gli obblighi cambiano in base alla portata del progetto. Il livello più impegnativo per un edificio esistente è la ristrutturazione importante di primo livello. Una ristrutturazione viene considerata “importante” quando i lavori interessano più del 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprendendo elementi come pareti esterne, coperture e solai che separano gli ambienti climatizzati dall’esterno o da locali non riscaldati.

 

All’interno delle ristrutturazioni importanti, rientrano nel primo livello gli interventi che interessano più del 50% della superficie disperdente dell’edificio e prevedono anche la ristrutturazione dell’impianto termico destinato all’intero fabbricato.

 

Per questi lavori, le fonti rinnovabili dovranno coprire il 40% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria e il 40% della somma dei consumi per acqua calda, riscaldamento e raffrescamento.

 

Tipo di intervento

Quota minima da fonti rinnovabili

Nuova costruzione

60%

Ristrutturazione importante di primo livello

40%

Ristrutturazione importante di secondo livello

15%

Ristrutturazione dell’impianto termico

15%

 

Nelle ristrutturazioni di secondo livello, che interessano oltre il 25% dell’involucro senza possedere tutti i requisiti del primo livello, la quota scende al 15% dei consumi previsti per la climatizzazione invernale ed estiva. La stessa percentuale si applica alla ristrutturazione dell’impianto termico.

 

La ristrutturazione green inizia prima di aprire il cantiere

La conseguenza pratica per chi sta programmando lavori importanti è chiara: gli impianti rinnovabili non possono essere aggiunti all’ultimo momento come un accessorio. Devono entrare fin dall’inizio nel progetto, nei calcoli energetici, nel capitolato e nel preventivo.

 

Prima di scegliere cappotto, rifacimento della copertura, nuovo sistema di riscaldamento e impianti alimentati da fonti rinnovabili, è quindi utile inquadrare l’intervento all’interno di una vera ristrutturazione energetica della casa.

 

È il progettista a inserire calcoli e verifiche nella relazione tecnica. Una copia viene trasmessa al GSE per il monitoraggio, mentre il Comune verifica il rispetto dell’obbligo sulla base della documentazione depositata.

 

La normativa contempla anche i casi nei quali rispettare integralmente gli obblighi sia tecnicamente impossibile o economicamente non conveniente. Non basta però una dichiarazione generica del proprietario: il progettista deve motivare la situazione nella relazione e dimostrare di avere esaminato le diverse tecnologie disponibili.

 

Per chi deve ristrutturare, quindi, il vero cambiamento arriva prima delle ruspe e dei ponteggi. Dal 3 agosto non sarà sufficiente decidere quali lavori eseguire: per i progetti interessati bisognerà stabilire fin dall’inizio anche con quale energia funzionerà la casa una volta terminato il cantiere.

 

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