29 Maggio 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Quando il design diventa un incubo: dalla casa “brutta” alla Ferrari Luce
Homer Simpson Ferrari Luce meme

Anche architetti, designer e marchi leggendari sbagliano e i loro errori fanno scalpore. Ecco alcuni casi in cui estetica, funzionalità e buon senso non sono andati d’accordo.

 

Anche i grandi fanno flop

A volte succede proprio ai migliori: architetti celebrati, designer da museo e brand intoccabili hanno prodotto oggetti e palazzi capaci di dividere il pubblico o diventare famosi per il motivo sbagliato. L’ultimo clamoroso esempio: la Ferrari Luce trasformata in meme. E quando la forma batte la funzione o tradisce il marchio, il pubblico non perdona.

 

Prima vettura del “Cavallino Rampante” completamente elettrica, cinque posti, design firmato con il contributo di LoveFrom, lo studio di Jony Ive e Marc Newson, e una linea che ha diviso pubblico, appassionati e commentatori. Alcuni la vedono come una svolta coraggiosa, altri come un tradimento dell’immaginario Ferrari.

 

Eppure, la storia insegna che anche i grandi possono sbagliare: e la storia dell’architettura e del design è piena di casi in cui progetti firmati da nomi enormi sono stati criticati, derisi o considerati poco funzionali.

 

La Ca’ Brutta (nata con un soprannome crudele)

A Milano c’è un edificio che sembra fatto apposta per aprire questa carrellata: la Ca’ Brutta. Il nome dice già tutto, anche se la storia è più interessante di una semplice bocciatura estetica. Il palazzo, progettato da Giovanni Muzio e realizzato negli anni Venti in zona Moscova, fu chiamato così per la cattiva impressione suscitata all’epoca.

 

Eppure, oggi è considerato un episodio importante dell’architettura milanese e un manifesto del Novecento. È il primo grande insegnamento: un progetto può nascere odiato e venire rivalutato decenni dopo. Il “brutto”, a volte, è solo qualcosa che il pubblico non è ancora pronto a capire. Oppure, più semplicemente, qualcosa che rompe troppo presto le abitudini estetiche del momento. Per non allontanarci dal capoluogo lombardo, difficile non citare Torre Velasca definito l’edificio più brutto del mondo.

 

Il Walkie Talkie di Londra: il grattacielo che faceva danni

A Londra, il 20 Fenchurch Street, soprannominato Walkie Talkie, è diventato uno dei casi più popolari di architettura discussa. Progettato da Rafael Viñoly, nel 2015 vinse il Carbuncle Cup, premio assegnato da Building Design agli edifici considerati peggiori del Regno Unito.

 

Ma non fu solo una questione di gusto. Il grattacielo venne associato anche al famoso effetto “raggio solare”, con riflessi così intensi da danneggiare un’auto parcheggiata nei dintorni. In questo caso il design non divideva soltanto sul piano estetico.

 

La forma stessa dell’edificio produceva conseguenze pratiche sull’ambiente urbano. Ed è qui che l’architettura smette di essere una discussione da salotto: la forma non è mai neutra, soprattutto quando pesa tonnellate, riflette il sole e modifica la vita della strada sotto.

 

Ferrari Luce, il meme virale che spacca il web

La Ferrari Luce entra perfettamente in questa lunga storia di progetti capaci di spaccare il pubblico: ha acceso il dibattito ancora prima di essere soltanto un’auto. Sui social è diventata materiale da meme, commenti ironici e discussioni tra chi la vede come una svolta coraggiosa e chi invece non riconosce più l’immaginario Ferrari in quelle forme.

 

Quando un marchio leggendario cambia linguaggio, il pubblico reagisce. E se quel cambiamento tocca un simbolo iconico, la reazione diventa ancora più estrema. Da una parte c’è il coraggio di rompere con il passato: elettrico, forme nuove, identità diversa. Dall’altra c’è chi guarda il risultato e pensa che qualcosa, nella promessa emotiva del marchio, si sia inceppato.

 

Villa Savoye: bellissima ma poco pratica

Poi c’è Villa Savoye di Le Corbusier. Non una casa brutta, anzi: un capolavoro del Movimento Moderno. Però è anche uno degli esempi più citati quando si parla di distanza tra idea architettonica e comfort reale.

 

La villa era rivoluzionaria, luminosa, geometrica, teoricamente perfetta. Ma nella pratica emersero problemi legati all’abitabilità, tra infiltrazioni d’acqua, spifferi, condensa e lamentele dei proprietari.

 

Qui il punto diventa molto concreto: una casa non deve solo essere fotografabile. Deve funzionare ogni giorno. Perché sulla carta un progetto può essere geniale. Ma se poi chi lo vive passa il tempo a mettere pezze, la genialità perde smalto.

 

Il design migliore non è quello che stupisce. È quello che trova equilibrio tra estetica, funzione, materiali, manutenzione, comfort e costi nel tempo. Per questo, prima di iniziare una ristrutturazione della casa, non basta chiedersi: “Mi piace?”.

 

Bisogna chiedersi anche: “Mi servirà davvero? Sarà comodo? Durerà nel tempo? Quanto mi costerà mantenerlo?”. Perché anche architetti celebrati e interior designer famosi possono sbagliare in modo evidente il progetto. Ma quando si parla di casa, l’errore non diventa solo un meme. Lo paghi di tasca tua.

 

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