28 Aprile 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Pagano 150.000 euro ma la casa finisce all’asta: così per quattro famiglie il sogno diventa un incubo
Famiglia sconvolta davanti a una villetta nuova con documenti in mano, immagine simbolica di una casa all’asta dopo gli anticipi versati.

Doveva essere il traguardo di una vita: preliminari firmati, soldi versati e villette quasi pronte. Poi, al momento del rogito, la scoperta choc: la società costruttrice è in liquidazione giudiziaria e le case rischiano di andare all’asta. Ora, per riaverle, dovranno comprarle di nuovo?

 

La villetta è pronta, i soldi pure, ma la casa non c’è più

C’è un momento in cui una casa smette di essere un progetto su carta e diventa finalmente qualcosa di reale: hai firmato il contratto preliminare, hai versato gli acconti e magari inizi anche a pensare a mobili e trasloco.

 

Per quattro famiglie del veronese, quel momento sembrava ormai arrivato. Avevano acquistato una villetta nel Residence Europa, a Vago di Lavagno, firmando i preliminari e versando somme molto pesanti. Poi, quando era arrivato il momento del rogito, è saltato fuori il dettaglio che nessuno vorrebbe mai sentirsi dire: la società costruttrice, Immobiliare PM, era stata dichiarata in liquidazione giudiziale.

 

Purtroppo, le abitazioni risultano ancora intestate all’impresa. Secondo quanto emerso nell’udienza di verifica dei crediti, le famiglie coinvolte sono state ammesse come creditrici. Due di loro avevano versato cifre che già da sole fanno impressione: circa 155.000 euro nel primo caso e 145.000 euro nel secondo, legati agli stati di avanzamento lavori dopo la firma del preliminare e la registrazione dell’atto all’Agenzia delle Entrate.

 

Il paradosso delle case all’asta e il nodo della fideiussione

La parte più assurda della storia è anche la più amara: l’inserimento nell’elenco dei creditori permette alle famiglie di partecipare all’eventuale asta della casa. Sì, proprio così. Dopo aver già pagato somme enormi, potrebbero trovarsi costrette a fare offerte per cercare di ricomprare quello stesso immobile che pensavano ormai quasi loro.

 

Secondo quanto riferito dagli acquirenti, uno dei punti più delicati riguarda le garanzie. Una delle famiglie coinvolte sostiene di aver firmato senza tutele reali: la fideiussione obbligatoria non sarebbe stata consegnata in modo regolare e quella arrivata in seguito, dopo molte pressioni, sarebbe stata giudicata irregolare dal notaio.

 

Ed è qui che la vicenda parla a chiunque stia comprando casa: quando si entra nella zona grigia tra proposta, preliminare e versamenti la parte documentale conta più dell’entusiasmo. E questo aspetto conta sia quando si compra casa dal costruttore, sia quando si opta per una proposta di acquisto tra privati.

 

A rendere la situazione ancora più pesante c’è un dettaglio che sa quasi di beffa. Le villette, in alcuni casi, erano ormai prossime alla consegna e già arredate. Alcune famiglie avevano persino firmato i contratti di fornitura per l’elettricità, convinte che l’ingresso fosse imminente.

 

Quando la casa della vita diventa una trappola

La storia raccontata dal Corriere del Veneto ha tutti gli ingredienti dell’incubo immobiliare più classico e più temuto: fiducia nel costruttore, soldi già usciti, casa quasi pronta, pressioni per altri pagamenti e tutele che si rivelano fragili.

 

Gli acquirenti raccontano che durante i lavori sarebbero state esercitate pressioni per ulteriori versamenti legati all’avanzamento del cantiere, anche con il timore che gli immobili potessero essere ceduti ad altri.

 

Non stupisce che vicende come questa riaprano una questione non risolta, ovvero se sia meglio comprare casa già fatta o costruirla da zero. È una domanda che torna ciclicamente e che pesa quando il mercato inciampa in casi come questo o quello delle case in legno da incubo finite al centro di una presunta truffa green.

 

Il punto finale, allora, è semplice e scomodo allo stesso tempo. Per queste quattro famiglie il progetto di una villetta su misura non si è fermato a un ritardo o a una complicazione burocratica. Si è trasformato in un rischio concreto di perdere tutto o quasi. È il genere di storia che fa capire quanto nel comprare casa il confine tra sogno e incubo possa essere molto più sottile di quanto si creda.

 

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