12 Settembre 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» L’insostenibile leggerezza dei bonus edilizi
Almeno in passato, i bonus edilizi sono stati trattati con un po' di superficialità.

Per alcuni, i bonus edilizi hanno rappresentato una ventata di aria fresca. Per altri, uno strumento per drogare il mercato e un rischio per i conti pubblici. A prescindere dalle opinioni personali, è innegabile che la loro gestione abbia sofferto di un atteggiamento a volte superficiale. In un certo senso… Leggero.

 

La leggerezza nella definizione dei beneficiari

 

Un primo elemento di superficialità riguarda proprio la composizione della platea di beneficiari. Una superficialità, va detto, apparente. O, per meglio dire, capace di rivelare un disegno chiaro, la ricerca di un compromesso voluto e figlio di una volontà politica e quindi intrinsecamente legittimo.

 

Il riferimento è al meccanismo detrattivo. I bonus, sia quelli più corposi (ormai gettati nel dimenticatoio) sia quelli più light (in vigore ancora oggi), si basano sul credito di imposta. Il bonus non assume la forma di finanziamento, ma di sconto sulle tasse. Va da sé che chi non può “scontare” nulla, ovvero non può detrarre, non può nemmeno fruire dei bonus.

 

Ecco che dalle agevolazioni sono esclusi liberi professionisti in regime forfettario e incapienti. Paradossalmente, proprio le categorie più a rischio. I primi sono per definizione i più “poveri” tra i liberi professionisti. I secondi lo sono in quanto non hanno alcun reddito o ce l’hanno ridotto. E sconto in fattura e cessione del credito, ora non più disponibile, hanno solo in parte contribuito a ridurre il vulnus.

 

Come anticipato, si tratta di una scelta. Si è deciso, legittimamente ma forse con un po’ di leggerezza, di sacrificare l’accessibilità sull’altare della semplicità. Un meccanismo semplice, in cambio dell’esclusione di una fetta considerevole della popolazione.

 

La leggerezza delle misure di controllo

 

Un altro elemento di leggerezza riguarda le misure di controllo. Infatti, il sistema dei bonus edilizi porge intrinsecamente il fianco agli abusi quando l’incentivo è molto elevato, automatico e privo di un tetto complessivo di spesa. Emblematico il caso del Superbonus.

 

Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, l’aliquota al 110% eliminava di fatto il naturale conflitto di interesse tra cliente e fornitore: se è lo Stato a sostenere interamente la spesa, viene meno parte dell’incentivo a contrattare sul prezzo. A ciò si aggiungevano la possibilità di cedere il credito e ottenere lo sconto in fattura, nonché un sistema di controllo fondato in larga parte sulle certificazioni rilasciate da soggetti privati. L’UPB ha infatti indicato proprio l’emergere di fenomeni fraudolenti tra le criticità manifestatesi durante l’applicazione della misura.

 

La leggerezza delle stime economiche

 

Infine, la questione che sembra stare più a cuore al governo attuale: la questione dei conti pubblici. Secondo la narrativa della maggioranza, i bonus edilizi più corposi avrebbero sconquassato il bilancio, a tal punto da rendere più complessa l’individuazione di risorse economiche per le riforme che servono davvero.

 

La narrativa corrisponde al vero? Sembra di sì. Secondo le analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio, le aspettative iniziali sul Superbonus erano basate su una previsione ufficiale di spesa nell’ordine di 35 miliardi di euro per l’intero periodo di validità della misura. Già all’inizio del 2023, però, i soli investimenti asseverati per il Superbonus energetico avevano superato i 65 miliardi.

 

Il divario sarebbe poi diventato ancora più evidente. Nel 2024, l’UPB ha definito “macroscopica” e senza precedenti in Italia la differenza tra risultati e aspettative, indicando tra le cause l’elevatissima aliquota, l’automaticità dell’agevolazione, l’assenza iniziale di un meccanismo di autorizzazione preventiva e le successive proroghe della misura.

 

Insomma, più che di una previsione sbagliata di qualche punto percentuale, si può parlare di una sottovalutazione strutturale della capacità di spesa che un incentivo così generoso avrebbe messo in moto.

 

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