
Nelle grandi città, lo spazio scarseggia. Ma non c’è penuria di metri quadri che tenga, per le menti creative. È il caso dello studio di architetti che ha “moltiplicato” lo spazio di casa con un trucchetto prospettico.
Il caso dell’appartamento di 40 metri quadri che sembra spazioso
Si sa, nelle grandi città la mancanza di spazio rappresenta un problema. Si è costretti, spesso, a vivere schiacciati come sardine, in case di pochi metri quadri. Ciò peggiora la qualità della vita, poiché trasforma il soggiorno nelle metropoli in una sorta di purgatorio che non finisce mai: allontanarsene, viste le opportunità lavorative, è difficile. Rimanere, in un certo senso, causa sofferenza.
Ma c’è una soluzione: la creatività lato design. Ovvero, la possibilità di trovare soluzioni di arredamento che moltiplicano gli spazi. O che, per meglio dire, infondono la percezione che lo spazio sia di gran lunga superiore a quello reale.
Lo sa bene Jorge Alonso Estudio, per l’appunto uno studio di architetti che ha rivoluzionato un’abitazione nell’affollatissimo quartiere Chamberí di Madrid. Di fatto, ha trasformato una casa di 40 metri quadri in un appartamento molto più spazioso, almeno alla vista, con qualche trucco prospettico e l’aggiunta di elementi di design.
Le trovate di Jorge Alonso Estudio
La prima trovata è anche la più immediata: l’uso massiccio del bianco. L’appartamento è stato infatti ripensato come un ambiente chiaro, continuo, quasi rarefatto. Le superfici candide riflettono la luce, la distribuiscono negli ambienti e riducono l’effetto “scatola” tipico delle case piccole. Non è solo una scelta estetica, dunque, ma un modo per alleggerire lo spazio e renderlo più ampio alla percezione.
La seconda trovata riguarda gli specchi. Jorge Alonso Estudio li ha utilizzati non come semplice decorazione, ma come strumenti prospettici. Gli specchi moltiplicano le linee, creano profondità e spingono lo sguardo oltre i confini reali delle pareti. In un appartamento di 40 metri quadri, questo significa trasformare una superficie limitata in un ambiente che sembra continuare altrove, quasi aprirsi in una seconda dimensione domestica.
La terza trovata riguarda gli arredi sartoriali. In una casa così piccola, infatti, ogni centimetro deve avere una funzione. Gli arredi su misura permettono di evitare sprechi, occupare solo lo spazio necessario e integrare più funzioni nello stesso elemento. Così contenitori, piani di appoggio, armadiature e soluzioni di servizio diventano parte dell’architettura stessa, invece che semplici oggetti aggiunti dopo.
A completare il tutto c’è una certa pulizia visiva. Pochi elementi, colori coerenti, linee essenziali, materiali scelti con attenzione. L’appartamento non prova a sembrare grande accumulando soluzioni, ma facendo l’opposto: togliendo peso, disordine, frammentazione.
Un esperimento da replicare in piccolo?
Una domanda più che legittima. Le grandi opere di design, come le piccole (è questo il caso), non dovrebbero rimanere confinate in una sorta di simbolica teca di vetro. Ok l’ammirazione, ma è più utile cercare di prendere spunto, di replicare in piccolo idee, soluzioni e persino esperimenti.
Si può fare in questo caso? Sì e no. La parte relativa agli specchi si può replicare agevolmente: basta sceglierne di “normali” e l’effetto, non tanto estetico bensì prospettico, sarà lo stesso.
Discorso diverso per le opere sartoriali, che rimangono una chicca per pochi. Possono essere comunque sostituite con altri oggetti di design, magari a buon mercato, forse non in grado di agire sulla percezione dello spazio, ma sull’estetica generale dell’appartamento, quello sì. Per rendere la casa più bella, più spaziosa, all’altezza dei propri sogni.