15 Aprile 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Furti di rame, l’oro rosso va a ruba: tetti e perfino cimiteri sotto attacco
Furti di rame: ondata in tutta Italia. Sotto attacco capannoni, ma anche edifici pubblici, ferrovie e cimiteri.

Da Terni a Gropello Cairoli, il rame sparisce ovunque: dai tetti, dalle linee ferroviarie, ma anche dai cimiteri e dai monumenti cittadini. Nel mirino non solo scossaline, pluviali, cavi e portafiori. E tra danni, disagi e allarme sicurezza il conto continua a salire. Intanto forze dell’ordine e Prefetture provano a correre ai ripari.

 

Quasi due quintali nel furgone: il rame sparisce dai tetti

L’episodio più recente tra le decine di segnalazioni di furti di rame arriva da Terni, dove la polizia ha fermato un furgone nella zona industriale di Recentino, a Maratta. Nel portabagagli c’erano circa 190 chilogrammi di discendenti e scossaline accatastati. Alla guida del mezzo c’era un romeno di 36 anni che, al momento del controllo, non è stato in grado di spiegare in modo convincente la provenienza del materiale né di mostrare documenti idonei a giustificarne trasporto o smaltimento.

 

Il rame recuperato, secondo quanto comunicato dalla questura, ha un valore commerciale stimato in circa mille euro. Il furgone è stato sequestrato penalmente e affidato in custodia giudiziale, mentre ora gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di risalire alle vittime dei furti.

 

L’ipotesi è che quel materiale arrivi da più aziende della zona artigianale e industriale ternana: nel mirino ci sarebbero elementi edilizi ben precisi, come scossaline e discendenti in rame. E qui il dettaglio conta, perché l’installazione delle scossaline serve a sigillare i punti più delicati del tetto, come giunzioni, camini, bordi e raccordi tra falde e muri.

 

Furti di rame: anche biblioteche e cimiteri sotto attacco

Il rame si porta via in fretta, ma il danno resta. Lo dimostra anche quanto accaduto a Gropello Cairoli, in provincia di Pavia, dove sono stati rubati tre terminali, cioè la parte bassa, dei pluviali in rame dalla facciata della biblioteca comunale di via Cairoli. In paese non era nemmeno il primo episodio recente: l’ultimo furto ricordato era stato quello del cappello dal monumento dell’Alpino. Segno che il problema non si limita a un solo obiettivo e nemmeno a un solo tipo di ladro.

 

Ancora più pesante, se possibile, il quadro che arriva dai cimiteri. A Turigliano, in provincia di Massa, i malviventi hanno preso di mira portafiori e portacandele in rame e bronzo, oggetti spesso più preziosi sul piano affettivo che su quello economico. A denunciare quanto accaduto è stato l’architetto Paolo Camaiora, che visitando le tombe dei nonni e di altri familiari si è trovato davanti segni evidenti di manomissione, vasi divelti e oggetti spariti.

 

Bande organizzate sul business del rame

Che non si tratti solo di colpi improvvisati lo conferma il fronte giudiziario aperto nel Salento. A Casarano i carabinieri hanno eseguito quattro misure cautelari per una presunta associazione a delinquere dedita a furti e ricettazione di rame e altri materiali da rivendere sul mercato.

 

Le indagini avrebbero documentato una serie di colpi contro cantieri e impianti: dieci quintali di cavi di alta tensione del valore stimato di 25.000 euro rubati nel cantiere della società MGM alla masseria Torcito di Cannole; cinquanta cavi di rame sottratti da un impianto fotovoltaico dell’azienda La Nuova Contadina di Andrano, per circa 75.000 euro; e il tentato furto di duecento metri di cavi elettrici a Matino ai danni della ditta Ediltundo.

 

In Puglia il fenomeno coinvolge da anni l’intero territorio, con ripercussioni sulla sicurezza della circolazione ferroviaria e sulla puntualità dei treni lungo la direttrice adriatica.

 

Tecnologie e controlli contro i furti di rame

Sul fronte del contrasto ai furti di rame, proprio in Puglia il tema è arrivato anche sul tavolo del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, riunito in Prefettura a Barletta-Andria-Trani.

 

Alla riunione, presieduta dal prefetto, hanno partecipato anche l’assessore regionale ai Trasporti e i rappresentanti di Polizia Ferroviaria, FS Security, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia. L’obiettivo è arginare un fenomeno che, da anni, colpisce in modo consistente il territorio pugliese, con conseguenze dirette come interruzione del servizio e forti disagi ai viaggiatori. Tra le misure individuate ci sono:

 

  • intensificazione dei servizi di vigilanza delle forze dell’ordine;
  • monitoraggio costante dei tratti ferroviari più esposti;
  • uso di sistemi di videosorveglianza sempre più avanzati;
  • verifiche mirate anche nei centri di rottamazione e commercializzazione.

 

Basterà a spezzare la filiera illegale che alimenta il fiorente business dei furti di rame?

 

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