9 Settembre 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» EdiliziAcrobatica senza rete: crollo al rientro in Borsa e 17 milioni di rosso
EdiliziAcrobatica in Borsa: lavori su fune e conti in rosso dopo la fine del Superbonus.

Dopo oltre tre mesi di sospensione, EdiliziAcrobatica torna alle negoziazioni e perde il 23,9% in una seduta. I ricavi 2025 crescono dell’8,9%, ma svalutazioni, oneri finanziari e debito portano il risultato netto a -17,1 milioni. Il post-Superbonus presenta il conto.

 

Il ritorno in Borsa è un tonfo dopo oltre 3 mesi di stop

Il ritorno alle contrattazioni in borsa di EdiliziAcrobatica è stato tutt’altro che morbido. Dopo oltre tre mesi di sospensione, il titolo della società specializzata nei lavori edilizi su fune ha perso il 23,9% alla riammissione agli scambi.

 

Il mercato arrivava già da mesi difficili. Nel 2026 il titolo aveva toccato un massimo di 5,30 euro il 29 gennaio e un minimo di 2,91 euro il 20 maggio. Alla vigilia della sospensione, il 22 maggio, quotava 3,05 euro, con una performance da inizio anno del -30,84% e del -45,73% nell’arco di dodici mesi.

 

La capitalizzazione era allora di circa 25,4 milioni di euro. Borsa Italiana aveva sospeso le azioni il 25 maggio dopo il rinvio dell’approvazione del bilancio 2025. Il via libera del consiglio di amministrazione è arrivato il 24 agosto, dopo il completamento dell’accordo di ristrutturazione del debito e la raccolta delle informazioni finanziarie relative alla filiale negli Emirati Arabi Uniti.

 

Ricavi in crescita per EdiliziAcrobatica, ma il conto è in rosso

Il paradosso è che l’attività operativa di EdiliziAcrobatica nel 2025 ha continuato a crescere. I ricavi operativi hanno raggiunto 168,2 milioni di euro, +8,9% rispetto ai 154,5 milioni del 2024. L’EBITDA è salito del 7,5%, arrivando a 11,7 milioni, con una marginalità sostanzialmente stabile al 6,9%. Il problema arriva dopo.

 

Gli ammortamenti ammontano a 8 milioni di euro, mentre svalutazioni e accantonamenti balzano a 12,8 milioni, contro appena 1,6 milioni nel 2024. Il risultato operativo passa così da +1,6 milioni a -9,1 milioni.

 

A pesare sono anche 8,3 milioni di oneri finanziari netti, più del doppio dei 3,4 milioni dell’esercizio precedente. Di questi, 4,2 milioni sono collegati alla riduzione del valore dei crediti edilizi sulla base dei costi sostenuti per la loro cessione.

 

Il risultato ante imposte arriva quindi a -17,4 milioni, mentre la perdita netta si attesta a 17,1 milioni, contro i 2,8 milioni del 2024. La società collega le svalutazioni anche al nuovo scenario del mercato edilizio seguito alla progressiva riduzione degli incentivi fiscali e alla revisione delle previsioni di incasso dei crediti.

 

Debito a 61,5 milioni: adesso l’acrobazia più difficile è nei conti

È la situazione finanziaria a mostrare alcuni dei numeri più pesanti. La liquidità è scesa da 24,3 a 9,6 milioni di euro, mentre la posizione finanziaria netta negativa è salita da 43,6 a 61,5 milioni. Le passività finanziarie complessive hanno raggiunto 74 milioni, rispetto ai 68,8 milioni di fine 2024.

 

È cresciuto anche il capitale circolante netto, passato da 22,7 a 39,7 milioni, mentre i crediti fiscali sono più che raddoppiati, da 15,8 a 34,3 milioni di euro. La società attribuisce parte dell’assorbimento di cassa anche al cambiamento delle modalità e dei tempi di pagamento dei clienti nel nuovo contesto del mercato edilizio.

 

Per affrontare la situazione, il 3 agosto EdiliziAcrobatica ha raggiunto un accordo con banche finanziatrici e obbligazionisti per rimodulare le scadenze del debito. Il piano economico-finanziario 2026-2031 punta invece a migliorare la redditività e a ridurre l’assorbimento di capitale circolante e liquidità.

 

E il lavoro, almeno nei numeri operativi, non manca: nel 2025 il gruppo ha sottoscritto 31.379 appalti edili, contro 30.958 nel 2024, e opera attraverso oltre 175 aree in diversi Paesi.

 

La prossima data da cerchiare è il 28 settembre, quando l’assemblea sarà chiamata a pronunciarsi anche sulla perdita di 15,1 milioni di euro della capogruppo. Per un’azienda che ha costruito il proprio modello lavorando sospesa alle funi, adesso l’acrobazia più delicata sembra essere quella necessaria per rimettere in equilibrio i conti.

 

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