18 Settembre 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» L’edilizia green ha un problema enorme e non sono i soldi: ecco cosa manca davvero
Edilizia green e carenza di lavoratori: cantiere con fotovoltaico e impianti in attesa di tecnici qualificati.

Fotovoltaico, pompe di calore, batterie ed eolico continuano a crescere, ma la transizione rischia di scontrarsi con un ostacolo molto concreto: non ci sono abbastanza lavoratori qualificati. In Italia risultano in forte carenza 11 delle 15 professioni chiave individuate dall’Agenzia europea dell’ambiente, dagli elettricisti agli idraulici fino a tecnici e installatori.

 

Soldi e tecnologie ci sono: mancano le competenze

Per l’edilizia green le norme sono già definite e gli investimenti in aumento. Eppure la corsa europea verso edifici e impianti più efficienti, così come tracciata nelle linee guida del Green Deal, rischia di trovare un ostacolo molto meno tecnologico del previsto: la mancanza di lavoratori qualificati.

 

È uno dei principali elementi che emergono dal nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) dedicato alle tecnologie energetiche pulite nell’Unione europea.

 

Il mercato, almeno nei numeri presi in esame dal report, non appare affatto marginale. Nel 2023 eolico, fotovoltaico, batterie e pompe di calore impiegavano complessivamente quasi un milione di addetti diretti nell’UE e generavano 138 miliardi di euro di valore aggiunto, con una crescita annua del 5,3%.

 

L’eolico guidava la classifica con 273.000 occupati, seguito dal fotovoltaico con 227.000 e dalle pompe di calore con 80.000. Molto più piccolo il settore delle batterie, con 33.000 addetti, ma anche il più dinamico: nel periodo 2010-2023 la crescita annua delle assunzioni indicata dal report raggiunge il 34,5%.

 

Le professioni in edilizia green più richieste

Ed è proprio qui che il quadro italiano diventa particolarmente interessante per il settore dell’edilizia green. Tra le 15 professioni considerate strategiche dall’EEA, l’Italia registra una forte carenza in 11 categorie.

 

Nell’elenco compaiono figure che entrano quotidianamente nei cantieri e negli interventi di riqualificazione edilizia:

 

  • elettricisti per l’edilizia;
  • idraulici;
  • posatori di tubazioni;
  • meccanici e installatori elettrici;
  • manovali edili.

 

Oltre a i profili sopra indicati mancano: tecnici dell’ingegneria elettrica, ingegneri elettrici, riparatori di macchinari, tecnici delle scienze fisiche, assemblatori di apparati elettronici e supervisori della produzione.

 

La disponibilità viene invece considerata adeguata soltanto per personale d’ufficio, segreteria, gestione della produzione e muratori tradizionali. Il paradosso è evidente: proprio mentre una casa dovrebbe diventare più elettrificata, efficiente e tecnologicamente complessa, diventano difficili da trovare molte delle professionalità necessarie come tecnici per installare e mantenere fotovoltaico, pompe di calore e nuovi impianti.

 

E l’Italia, in teoria, parte da una posizione importante: è tra i Paesi UE con il maggior numero di occupati diretti nelle pompe di calore, insieme a Spagna e Portogallo, ed è terza nel fotovoltaico dopo Germania e Spagna.

 

Pochi giovani e poche donne nell’edilizia green: perché?

Il report segnala anche una seconda fragilità: chi oggi possiede le competenze necessarie non viene sostituito abbastanza rapidamente da nuove generazioni. I giovani tra 15 e 24 anni rappresentano appena il 6-7% degli occupati, mentre circa un quinto della forza lavoro ha già superato i 55 anni.

 

A questo si aggiunge un forte divario di genere: le donne rappresentano soltanto il 14% degli occupati nelle pompe di calore, il 22% nel solare e il 26% nell’eolico e nelle batterie.

 

Per l’Italia pesa inoltre la discontinuità del mercato. Il rapporto richiama l’andamento degli incentivi e cita il caso del Superbonus, insieme alle oscillazioni che hanno interessato il comparto delle pompe di calore. Per sostenere nuovi investimenti nella riqualificazione, il Paese ha intanto intercettato oltre 500 milioni di euro attraverso la piattaforma europea STEP.

 

Ma il punto sollevato dall’EEA resta difficile da aggirare: stanziare risorse e incentivare nuove tecnologie per l’edilizia green serve a poco se poi nei cantieri mancano le persone in grado di installarle.

 

La transizione della casa europea, insomma, potrebbe giocarsi non soltanto sui miliardi disponibili, ma su qualcosa di molto più concreto: elettricisti, idraulici, installatori e tecnici da trovare, formare e trattenere nel settore.

 

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