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A Roma, le suole consumate di oltre 40.000 lavoratori cambiano pelle e finiscono sotto scivoli e altalene: tonnellate di calzature antinfortunistiche dismesse diventano mattonelle antiurto per un asilo nido aziendale. Un progetto nato dai dipendenti di Poste Italiane che unisce sostenibilità, logistica e impatto reale sul territorio.
Scarpa vecchia fa buon gioco: esempio di economia circolare
Tra tanti progetti che parlano di sostenibilità ce ne sono alcuni che la fanno toccare con mano: come “Scarpa vecchia fa buon gioco”, iniziativa di Poste Italiane. L’idea è semplice solo in apparenza: trasformare le vecchie scarpe antinfortunistiche dismesse dei portalettere e degli operatori di stabilimento in pavimentazioni antitrauma per bambini.
Le prime mattonelle antiurto sono già una realtà. Sono state consegnate e installate nel parco giochi dell’asilo nido aziendale PosteBimbi di Roma. Qui oggi trovano una nuova funzione le suole che per anni hanno accompagnato il lavoro quotidiano del recapito. È un passaggio potente: ciò che nasce per proteggere gli adulti sul lavoro continua a proteggere, ma cambia destinatario. Stavolta sotto scivoli e altalene ci sono i bambini.
Il dato che rende la scena ancora più forte è la scala dell’operazione. Le scarpe arrivano infatti da oltre 40.000 tra portalettere e operatori di stabilimento. Non si tratta quindi di un gesto simbolico, ma di una filiera che parte dall’uso quotidiano, intercetta il fine vita di un dispositivo e lo reinserisce in un nuovo ciclo utile.
La gomma antinfortunistica da rifiuto a risorsa
Il cuore del progetto sta tutto nella sua capacità di trasformare un rifiuto in risorsa. Le vecchie scarpe vengono raccolte nei centri logistici di tutta Italia e inviate al Centro di Smistamento di Ancona, dove inizia la loro seconda vita. Finora ne sono state accumulate già 16 tonnellate, segnale concreto di una partecipazione diffusa e di una sensibilità ambientale che, in questo caso, passa direttamente dai dipendenti.
La gomma che prima garantiva sicurezza ai lavoratori viene convertita in superfici capaci di assorbire gli urti nelle aree dedicate al gioco. Per chi si occupa di spazi esterni e superfici protettive, il tema del prezzo pavimento antinfortunistico è spesso centrale. Qui, però, il punto va oltre il costo: conta soprattutto la dimostrazione che il materiale dismesso può tornare utile in una funzione ad alto valore sociale.
Le “scarpe vecchie” di Poste verso il prossimo passo
A rendere il progetto ancora più solido ci pensano i numeri. Nel corso del 2025, grazie all’iniziativa “Scarpa vecchia fa buon gioco”, Poste Italiane ha ridotto l’impatto ambientale di 51.335 chilogrammi di CO₂. Per capire meglio la portata del dato, il confronto fornito è immediato: equivale a 169.421 chilometri percorsi da un’autovettura diesel (oppure alla capacità di assorbimento di 311 alberi).
E l’orizzonte non sembra fermarsi alle scarpe. I promotori del progetto assicurano infatti che l’esperienza sarà estesa anche al riciclo di caschi e divise dismesse. Intanto, il primo risultato è già sotto gli occhi di tutti: un materiale pensato per la sicurezza sul lavoro rinasce come pavimento da gioco antitrauma per bambini. Un circuito virtuoso, concreto, leggibile. Ed è forse proprio questo il punto più interessante: l’economia circolare funziona quando smette di essere teoria e comincia a lasciare tracce utili e quotidiane.


