
Il gas è tornato sopra gli 82 euro al megawattora, oltre il 160% in più rispetto a un anno fa. Secondo il think tank riportato da La Stampa, una famiglia potrebbe ritrovarsi con una bolletta del gas più cara del 50-60% rispetto allo scorso inverno. Per una famiglia tipo, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, luce e gas possono già valere circa 2.651 euro l’anno. E il freddo deve ancora arrivare.
Gas oltre 82 euro: il costo del riscaldamento di casa alle stelle?
La stagione di accensione dei termosifoni deve ancora entrare nel vivo, ma il mercato ha già acceso un campanello d’allarme. Il gas naturale sul Ttf di Amsterdam è tornato sopra 82 euro al megawattora: i futures di novembre hanno raggiunto 82,6 euro/MWh il 12 ottobre e, nel corso della stessa giornata, sono saliti fino a 83,2 euro, con un incremento del 2,2%. Un livello che non si vedeva da metà settembre.
I dati sono meno astratti di quello che sembra perché hanno una ricaduta diretta sul costo del riscaldamento di casa. Il confronto con un anno fa è ancora più pesante: le quotazioni della materia prima risultano aumentate di circa il 161%.
A novembre 2025 il gas viaggiava intorno ai 30 euro/MWh. È proprio sulla base di questo salto, di circa 50 euro/MWh, che il think tank ECCO stima un possibile aumento del 50-60% della bolletta gas domestica rispetto allo scorso inverno.
A spingere i prezzi contribuiscono anche problemi sul fronte dell’offerta: tensioni in Medio Oriente, guerra in Ucraina e problemi alle infrastrutture, come gli interventi di manutenzione non programmati nell’impianto norvegese di Kårstø, con una riduzione di circa 5 milioni di metri cubi di gas al giorno.
Spenderemo 2.651 euro tra luce e gas
Il conto diventa ancora più salato guardando alle stime dell’Unione Nazionale Consumatori. Per una famiglia tipo con un consumo di 1.100 metri cubi di gas l’anno, la spesa annuale stimata arriva a circa 1.782 euro. Sommando altri 869 euro di elettricità, il totale raggiunge 2.651 euro l’anno.
I dati ufficiali ARERA confermano che la pressione è già iniziata: a settembre la spesa dell’utente tipo nel Servizio di tutela della vulnerabilità gas è aumentata del 12,7% in un solo mese, mentre la componente relativa alla materia prima ha raggiunto 78,80 euro/MWh.
E anche l’elettricità corre, come si legge nello studio Edilnet sul caro energia. In questo scenario, ridurre le dispersioni dell’abitazione diventa sempre meno una questione “green” e sempre più economica: interventi di isolamento possono incidere direttamente sul fabbisogno di riscaldamento.
Italia con stoccaggio record e crollo dei prezzi del gas?
Qui arriva il paradosso. L’Italia dispone di stoccaggi vicini al 90%, contro una media europea intorno al 73%. Quindi il problema, almeno oggi, non è che il gas stia materialmente finendo. Il problema è quanto costa e quanto il sistema europeo resta esposto agli shock esterni.
ECCO sottolinea che circa metà della bolletta dipende dal prezzo della materia prima, mentre il resto deriva da rete, oneri e imposte. Ridurre i consumi può quindi diventare una forma di difesa da un mercato estremamente volatile.
C’è anche un’altra fragilità: alcuni operatori stanno rinviando l’acquisto delle scorte perché temono di comprare gas oggi a prezzi molto alti e non riuscire poi a rivenderlo senza perdite. Se l’inverno fosse particolarmente freddo o si verificassero problemi su una grande infrastruttura di approvvigionamento, il sistema potrebbe tornare sotto forte pressione.
Non è comunque scritto che i prezzi debbano continuare a salire. Davide Tabarelli di Nomisma Energia sottolinea che le scadenze della prossima primavera e quelle a un anno quotano già circa 20 dollari in meno e che, nell’attuale situazione internazionale, non si può escludere nemmeno un crollo dei prezzi del gas.
Per ora, quindi, nessuno può sapere quanto sarà freddo l’inverno. Ma il tema bollette ha già iniziato a scaldare gli animi.


