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Hai ottenuto il bonus ristrutturazione al 50% sulla casa principale, ma poi cambi residenza o decidi di affittarla? L’Agenzia delle Entrate chiarisce quando e se la detrazione resta valida.
Bonus ristrutturazione al 50%: il dubbio di chi cambia casa
Ristrutturare casa, ottenere il bonus al 50% e poi dover cambiare residenza. Oppure decidere di affittare l’immobile appena sistemato. A quel punto il dubbio nasce spontaneo: le detrazioni già maturate restano valide o il Fisco può chiedere indietro il vantaggio?
La questione non è secondaria. Il bonus ristrutturazione, infatti, non viene recuperato tutto subito, ma tramite una detrazione Irpef ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Tra il momento dei lavori e il recupero completo del beneficio può quindi passare molto tempo.
Il problema nasce proprio qui: cosa succede se, durante questo periodo, la casa non è più abitazione principale? È sufficiente un trasferimento di residenza, magari per lavoro, per perdere il bonus maggiorato? E se l’immobile viene concesso in affitto? A chiarire il punto è stata l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 119/2026, intervenuta su un caso concreto che riguarda un ufficiale delle Forze Armate trasferito d’autorità dopo l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile.
Quando spetta la detrazione maggiorata
La regola di partenza è questa: per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, la detrazione ordinaria per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 è pari al 36%, entro il limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Per l’abitazione principale, però, l’aliquota del bonus ristrutturazione sale al 50%.
Secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, per accedere alla detrazione maggiorata il contribuente deve essere proprietario dell’immobile, oppure titolare di un altro diritto reale di godimento, al momento dell’inizio dei lavori o del sostenimento della spesa, se precedente. Inoltre, l’immobile deve essere utilizzato come abitazione principale.
Per abitazione principale si intende la casa nella quale il proprietario o i suoi familiari dimorano abitualmente. Ma attenzione: non è necessario che l’immobile sia già abitazione principale fin dal primo giorno di cantiere. La condizione può risultare anche alla conclusione degli interventi.
Cambi residenza o affitti casa: cosa succede alle rate del bonus
Il caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate è molto concreto. Un contribuente aveva acquistato un’abitazione con la moglie nel gennaio 2026, trasferendovi la residenza e avviando lavori di ristrutturazione. Poco dopo, però, per ragioni di servizio, avrebbe dovuto lasciare l’immobile e trasferirsi altrove con il nucleo familiare. Da qui l’idea di concedere la casa in affitto.
Il dubbio era inevitabile: se la casa non resta abitazione principale negli anni successivi, il bonus al 50% salta? La risposta dell’Agenzia è favorevole al contribuente. Una volta maturato correttamente il diritto alla detrazione maggiorata, il successivo trasferimento della residenza non determina la perdita del beneficio. Lo stesso vale se l’immobile viene concesso in locazione.
Il contribuente può quindi conservare il diritto alle quote residue della detrazione anche se in seguito cambia residenza, non dimora più abitualmente nella casa o decide di affittarla. Quello che conta è che il requisito dell’abitazione principale esista nel momento richiesto dalla normativa e dai chiarimenti in merito. L’Agenzia delle Entrate, quindi, non apre una scorciatoia, ma dà una certezza: chi ha maturato correttamente il bonus ristrutturazione 2026 al 50% sulla propria abitazione principale non lo perde solo perché, dopo i lavori, cambia residenza o decide di affittare casa.