
Il mondo è un posto sempre più pericoloso. Alle guerre, alle rivolte e all’inflazione, si è aggiunta (e non da ora) una crisi climatica senza precedenti. I Governi cercano di correre ai ripari, ma anche i cittadini comuni. Come? Stipulando… assicurazioni per la casa.
Assicurazione casa, un rifugio contro gli eventi climatici estremi
Ormai è sotto gli occhi di tutti e, a prescindere dalle cause (qui il sentiment della popolazione varia), è impossibile negare che il clima sia cambiato. Non fa semplicemente più caldo: sono aumentati gli eventi climatici estremi. Il riferimento è proprio a loro: bombe d’acqua, alluvioni, esondazioni…
Insieme ai danni alle case e alle attività commerciali, è aumentata (a ben vedere) anche la sensazione di essere in pericolo. Nessuno vuole vedere la propria abitazione devastata dalla natura. La prospettiva di perdere tutto atterrisce, e quella di non avere nemmeno i soldi per ricominciare sgomenta.
Mentre i Governi di ogni colore e posizionamento si affannano a mettere qualche pezza qua e là, il singolo cittadino corre ai ripari. E lo fa con uno strumento tutto sommato ordinario: la polizza assicurativa. Ciò emerge da un’indagine Nielsen, commissionata da Prima Assicurazioni.
L’indagine Nielsen sulle polizze assicurative
L’indagine, divulgata nell’ottobre 2026, prende in esame il rapporto tra cambiamento climatico e protezione assicurativa. Non riguarda esclusivamente l’assicurazione casa, ma anche le coperture per auto e moto. Le percentuali, dunque, si riferiscono all’insieme di questi beni, sebbene il tema della protezione delle abitazioni meriti un’attenzione particolare.
Il dato principale è il 47,9%: quasi un italiano su due dichiara di avere già modificato o di voler modificare il proprio approccio assicurativo a causa della crescente preoccupazione per gli eventi climatici estremi.
Nel dettaglio, il 22% degli intervistati afferma di avere sottoscritto, negli ultimi tre anni, una polizza o una copertura specifica contro i danni causati dai fenomeni atmosferici. Un ulteriore 25,9% si dice più preoccupato rispetto al passato e intenzionato a proteggersi.
Il 24% dichiara invece di aver sempre considerato prioritaria questa protezione, mentre il 18,1% non aveva una copertura specifica e non intende stipularla. Il restante 10% non esprime una posizione.
Per quanto riguarda le abitazioni, emerge dunque una maggiore sensibilità verso il rischio di danni da alluvioni, grandinate e allagamenti.
Va però precisato che l’indagine non distingue le risposte relative alle case da quelle riguardanti i veicoli. Non sarebbe quindi corretto attribuire esclusivamente alle assicurazioni casa il 47,9%.
Cosa ci dice l’indagine Nielsen
L’indagine non è solo una sequela di dati. Piuttosto, va considerata come uno spaccato del sentiment che regna tra gli italiani. Un sentiment a primo acchito negativo, che esprime paura, ma che – se si guarda in profondità – rivela una certa profondità strategica.
La verità è che la cittadinanza è sempre più consapevole dei rischi cui va incontro, ed è intenzionata a reagire. Capacità di comprendere il problema e di trovare soluzioni per risolverlo: è questo l’unico approccio possibile per chi, da piccolo Davide quale è, si trova a gestire gli attacchi di un Golia imbattibile.
Certo, ci si aspetta il contributo di chi Davide non lo è affatto. Per esempio, dello Stato, che potrebbe maneggiare con più efficienza e tempestività la leva del sostegno economico e degli incentivi, in una prospettiva di messa in sicurezza del patrimonio urbanistico.
Una certa responsabilizzazione si attende anche dalle compagnie assicurative, che sono chiamate a non sfruttare la domanda crescente (magari alzando i premi) bensì ad accompagnarla e a soddisfarla con soluzioni sostenibili.


