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Nel 2026 non esiste un vero bonus IMU, ma restano diverse agevolazioni da controllare. La vera novità riguarda le seconde case usate per le vacanze. Attenzione, però: lo sconto non è automatico e cambia da Comune a Comune.
Quali sconti IMU sono previsti nel 2026
Quando si parla di IMU, ogni primavera torna la stessa formula: bonus sulla seconda casa. In realtà, anche per il 2026, la definizione corretta è un’altra. Non c’è un’aliquota valida per tutti, ma una giungla di sconti, riduzioni ed esenzioni che scattano solo in presenza di requisiti precisi.
E già qui si capisce il problema: più che un beneficio generalizzato, l’IMU continua a somigliare a una tassa piena di eccezioni da inseguire caso per caso. Il Dipartimento delle Finanze conferma lo sconto IMU del 50% della base imponibile per i fabbricati storici o artistici e per quelli dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. Resta poi la riduzione al 75% dell’imposta per gli immobili locati a canone concordato.
Tra gli sconti da non perdere c’è anche quello per le abitazioni concesse in comodato, che comporta una riduzione del 50% della base imponibile nei casi previsti dalla legge. E su questo punto c’è da intendersi, perché tale istituto è regolato da strette regole e occorre sapere come funziona il contratto di comodato d’uso gratuito per non perdere l’agevolazione.
La lotteria dello sconto IMU sulla casa per le vacanze
La novità più interessante sugli sconti IMU nel 2026 riguarda la seconda casa usata saltuariamente, per esempio quella tenuta a disposizione per le vacanze. Qui bisogna stare attenti: non esiste una riduzione automatica nazionale già riconosciuta a tutti i proprietari. Quello che cambia è il quadro dentro cui i Comuni possono muoversi.
Con il decreto del MEF del 6 novembre 2025, che integra il decreto del 6 settembre 2024, i Comuni devono scegliere le aliquote IMU all’interno di fattispecie definite a livello centrale e non possono più inventare categorie totalmente personalizzate.
Tradotto in modo molto pratico: sulle seconde case a disposizione o utilizzate solo per parte dell’anno può esserci uno spazio per aliquote diverse, ma la partita si gioca a livello comunale. Non basta quindi leggere un titolo sullo sconto IMU 2026 per sapere se si pagherà meno: bisogna controllare la delibera del proprio Comune e verificare se quella fattispecie è stata prevista nel prospetto aliquote.
Inoltre, perché le delibere siano applicabili per l’anno di riferimento, devono essere trasmesse telematicamente tramite il Portale del federalismo fiscale entro il 14 ottobre e pubblicate entro il 28 ottobre.
Bonus IMU c’è ma non per tutti
Il punto, quindi, è semplice: per lo sconto IMU la vera differenza la fa la natura dell’immobile e la sua destinazione d’uso. Se l’abitazione è concessa in comodato con i requisiti di legge, scatta la riduzione del 50% della base imponibile. Quando è affittata con contratto a canone concordato, l’IMU si paga al 75% di quella dovuta. Se invece è storica, artistica oppure inagibile e non utilizzata, la riduzione della base imponibile è ancora del 50%.
Sono agevolazioni reali, ma non universali, e vanno lette una per una senza confonderle con un fantomatico bonus per tutte le seconde case al mare o in campagna, per esempio. Non è così.
In quel caso bisogna prima verificare se il Comune ha deliberato un’aliquota agevolata nel nuovo schema IMU 2026 e se la delibera è stata pubblicata correttamente sul Portale del federalismo fiscale. Solo dopo si può capire se il risparmio esiste davvero oppure no. E per il contribuente la sensazione finale è piuttosto semplice: non conta solo cosa possiedi, ma anche dove si trova e quanto il tuo Comune decide di farti respirare.


