6 Novembre 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Fanno sistemare casa sul terreno sbagliato e devono tagliarla in due
La storia di una coppia australiana costretta a spostare la casa per un banale errore.

Commissionare dei lavori può riservare brutte sorprese. Difficilmente, però, si immagina di dover tagliare la propria casa in due per rimediare a un errore. È quanto accaduto a una coppia australiana, protagonista di una vicenda che ha dell’incredibile.

 

La casa giusta… Sul terreno sbagliato

 

La storia inizia bene. David e Melanie Moor volevano trascorrere la pensione nella placida Camperdown, nello Stato australiano di Victoria. Per l’occasione, avevano acquistato un terreno e fatto installare una casa trasferibile, con gli allacci necessari. Tutto sembrava procedere verso la realizzazione del loro progetto.

 

Ma una insidia stava covando nell’ombra… E ben prima arrivasse l’abitazione. L’anno prima avevano fatto realizzare un vialetto sul lotto che credevano loro. Quel vialetto è poi diventato il riferimento per il costruttore e gli altri professionisti intervenuti.

 

Nell’agosto 2024, la doccia fredda: il Comune ha scoperto l’errore e intimato di fermare i lavori. La casa occupava il terreno del vicino. Il loro era accanto.

 

Come è potuto succedere? I Moor sostengono di essersi fidati delle indicazioni ricevute durante la visita con l’agente immobiliare e dei numeri presenti sulla recinzione. L’agenzia respinge ogni addebito. La coppia contesta anche i controlli comunali.

 

Nel 2025 il proprietario ha chiesto la rimozione dell’abitazione. L’ipotesi di scambiare i terreni non ha risolto la questione: i lotti presentavano caratteristiche differenti.

 

Tagliare la casa in due per portarla via

 

La soluzione è arrivata poco prima della Pasqua 2026. Come raccontato da ABC News il 9 aprile, la casa è stata tagliata in due e trasportata su camion, per essere spostata di circa cento metri sul terreno corretto.

 

Una soluzione possibile perché si trattava di un’abitazione trasferibile. E comunque tutt’altro che indolore.

 

Secondo le stime della coppia, spostamento, nuovi appoggi e ripristino degli allacci sarebbero costati circa 100.000 dollari australiani. Da aggiungere ai 500.000 già spesi.

 

Il trasferimento, peraltro, non ha chiuso il cantiere. Restavano da rimuovere i sostegni dal terreno del vicino e da ripristinare l’area. Al momento del reportage, la coppia prevedeva di vivere in una roulotte per un anno, mentre proseguiva la sistemazione della casa.

 

La lezione per chi commissiona dei lavori

 

La vicenda può strappare un sorriso. Un po’ meno se ci si mette nei panni di chi ha investito i risparmi di una vita e si è ritrovato a dover ricominciare.

 

Nondimeno, sarebbe semplicistico liquidare tutto come una distrazione dei proprietari. Nella vicenda sono intervenuti professionisti e amministrazione, e le responsabilità erano contestate. L’equivoco sul terreno, invece, è un fatto.

 

Da qui, una riflessione che riguarda anche chi deve affrontare lavori molto più comuni. Affidarsi a una ditta è una scelta necessaria in tanti casi, ma conviene chiarire fin dall’inizio quali verifiche siano state eseguite, da chi e su quali documenti.

 

Il riferimento è soprattutto alle informazioni che si tende a dare per scontate. Qual è esattamente l’immobile interessato? Il progetto corrisponde ai luoghi in cui si interverrà? Chi ha verificato questa corrispondenza?

 

Chiederlo prima di aprire il cantiere può sembrare eccessivo. Dopo, potrebbe diventare un rimpianto parecchio costoso.

 

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