7 Aprile 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Case in legno da incubo: a Le Iene il caso della truffa green rovina famiglie
Case green in legno nuova truffa segnalata a Le Iene. I clienti pagavano anticipi sostanziosi, ma i cantieri si bloccavano perché i fornitori non ricevevano i soldi dal mediatore.

Anticipi fino a centinaia di migliaia di euro, cantieri lasciati a metà e famiglie senza casa (e senza risparmi). Oggi parliamo di un servizio de Le Iene che riaccende i riflettori sul lato oscuro delle case prefabbricate, tra promesse green, lavori fantasma e soldi andati in fumo.

 

Anticipi choc e cantieri fantasma: così il sogno green si spezza

Doveva essere la risposta perfetta per chi voleva costruire in fretta: una casa green su misura con materiali innovativi e una promessa di sostenibilità sempre più seducente. Invece, secondo quanto emerso nel servizio de Le IeneQuando la casa dei sogni diventa un incubo”, per diverse famiglie il progetto della nuova abitazione si sarebbe trasformato in una spirale di anticipi pesantissimi, lavori mai conclusi e risparmi volatilizzati.

 

Al centro della vicenda c’è L.I., indicato nel servizio come figura legata a Costruire Bio Srl, società attiva nel settore delle abitazioni prefabbricate ed ecosostenibili in legno. Le testimonianze raccolte raccontano uno schema rodato: clienti convinti a investire cifre elevate per realizzare la propria casa, cantieri avviati e poi fermati.

 

Le somme versate, almeno stando ai racconti dei committenti finiti in televisione, non sono marginali. Si parla di anticipi di 100.000 euro, 250.000 euro e in un caso perfino di un versamento complessivo di 735.000 euro.

 

Il servizio insiste proprio su questo punto: abitazioni presentate come “case green dei sogni”, lavori rapidi, soluzioni chiavi in mano, cataloghi patinati. Peccato, però, che anche i cataloghi fossero una trappola. Una coppia di clienti, infatti, sostiene che parte delle immagini pubblicate online non rappresentasse case eseguite dall’azienda, ma progetti reperiti su internet e riconducibili anche a lavori di architetti noti.

 

Costruire Bio in liquidazione ma attenzione alla nuova società

A rendere il quadro ancora più pesante è il fatto che, secondo quanto riportato, nel febbraio 2026 Costruire Bio sarebbe stata messa in liquidazione. Per i committenti coinvolti, già alle prese con opere incompiute e soldi immobilizzati, questo passaggio avrebbe avuto il sapore del colpo di grazia.

 

Ma non è tutto. Mentre Costruire Bio finiva in liquidazione sarebbe già stata aperta una nuova società, Residenze Bio. Un dettaglio che ha inevitabilmente acceso rabbia e sospetti tra le famiglie che denunciano di essere rimaste con un pugno di mosche in mano.

 

Alcuni ex operai avrebbero raccontato che i cantieri aperti contemporaneamente erano diversi, circa una decina, ma che le persone effettivamente impegnate nei lavori sarebbero state solo due o tre. Secondo le testimonianze, inoltre, anche fornitori, impiantisti, professionisti e operai avrebbero avuto problemi con i pagamenti.

 

Ma cosa succedeva quando i clienti cominciavano a lamentarsi per ritardi o per lavori mal eseguiti? Stando alle testimonianze, L.I. aveva in tasca una risposta a effetto: si lamentava di essere in attesa di un pagamento importante legato a una causa contro Carlo Cracco (n.d.r. il noto chef televisivo è estraneo ai fatti).

 

Famiglie senza casa green e querela in Procura

La situazione è in divenire. Per certo ci sono famiglie che hanno investito il patrimonio di una vita per farsi la casa green dei sogni e oggi si ritrovano con terreni edificabili che, in alcuni casi, dopo la posa delle fondamenta, sono più difficili da rivendere.

 

Intanto, i clienti coinvolti hanno preparato una querela da depositare in Procura nei prossimi giorni. Sarà quello un passaggio decisivo per capire se e come la vicenda potrà avere sviluppi giudiziari concreti.

 

Per adesso, possiamo analizzare un elemento da non sottovalutare: la leva “green”. Oggi tutto ciò che richiama sostenibilità, bioedilizia e risparmio energetico ha una forza commerciale enorme. Ed è proprio per questo che eventuali abusi o opacità fanno ancora più rumore.

 

Quando si vende un sogno ecologico e personalizzato, il livello di fiducia richiesto al cliente è altissimo. Se quella fiducia salta, non crolla solo un cantiere: si mina anche la reputazione di un intero comparto.

 

In attesa che siano gli sviluppi giudiziari a chiarire responsabilità e contorni, una cosa è già evidente: quando la promessa della casa perfetta viene gestita male, il sogno green può diventare un incubo vero.

 

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