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Dal 1° gennaio 2026 stop definitivo al Superbonus e tagli anche agli incentivi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ma nella calza restano ancora il Bonus ristrutturazione, Ecobonus, Sismabonus e Bonus Mobili. Ecco come si combinano e in quale modo fruirne.
Carbone nella Calza della Befana: addio Superbonus e…
Oggi è Befana e per tradizione si aprono le calze per trovare dolcetti o carbone. Iniziamo da quest’ultimo e vediamo a quali Bonus Casa diciamo addio nel 2026. Salta il Bonus barriere architettoniche al 75% che non è stato prorogato e si è chiuso definitivamente il 31 dicembre 2025.
La fine del Superbonus non è una notizia, perché da mesi era depotenziato (anche a causa di un’applicazione scellerata che ha portato a decine di truffe). Il “maxi incentivo” cessa dal 1° gennaio 2026: l’unica eccezione riguarda i territori del centro Italia colpiti dal sisma con stato di emergenza, solo per i progetti presentati prima del 30 marzo 2024.
Bonus ristrutturazione casa 2026: cosa cambia?
Il bonus ristrutturazione resta la colonna portante: fino al 31 dicembre 2026 l’aliquota è 50% per l’abitazione principale e 36% per seconde case e immobili locati, con tetto massimo 96.000 euro per unità immobiliare. Attenzione a due dettagli pratici:
- la manutenzione ordinaria (es. tinteggiatura, pavimenti, intonaci) dà diritto al bonus solo se fatta su parti comuni condominiali, oppure se “entra” in una ristrutturazione più ampia nel caso di singoli appartamenti.
- se la casa non è abitazione principale all’inizio dei lavori, la detrazione “maggiorata” spetta solo se lo diventa al termine.
Esempio bonus ristrutturazione prima casa 2026: lavori da 40.000 euro → detrazione teorica 50% = 20.000 euro (entro il tetto 96.000).
Esempio ristrutturazione seconda casa Bonus 2026: stessi lavori da 40.000 euro → detrazione teorica 36% = 14.400 euro.
Cosa succede dopo? Nel 2027 l’aliquota fiscale scende al 36% per la prima casa e al 30% per altri immobili; dal 2028 al 2033 un’aliquota unica 30% per prima e seconda casa.
Ecobonus 2026: c’è, ma attenzione alle caldaie “uniche” a gas
Nel 2026 l’Ecobonus resta, con detrazione spalmata in dieci quote annuali e con aliquote differenziate: 50% per abitazione principale e 36% per seconda casa fino al 31 dicembre 2026. Il punto che può cambiare davvero le scelte in cantiere è questo: sono esclusi dall’Ecobonus gli interventi di sostituzione con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili (in pratica la caldaia a gas), che prima rientravano con aliquote come 50% (o 65% in specifiche condizioni).
Restano invece agevolati vari interventi come:
- schermature solari;
- impianti con generatori a biomasse;
- dispositivi per controllo a distanza;
- micro-cogeneratori;
- generatori d’aria calda a condensazione;
- apparecchi ibridi con pompa di calore integrata con caldaia a condensazione.
Nella Calza della Befana c’è anche il Bonus mobili 2026, ma…
Anche il bonus mobili ed elettrodomestici è prorogato fino al 31 dicembre 2026: detrazione 50% con limite massimo di spesa 5.000 euro. La condizione “che fa la differenza” è che devi avere un intervento edilizio ammesso (manutenzione straordinaria/restauro/risanamento/ristrutturazione su singoli appartamenti, oppure lavori su parti comuni, ecc.).
La manutenzione ordinaria sul singolo appartamento (come tinteggiare o cambiare pavimenti) da sola non basta per ottenere il bonus mobili.
Sismabonus 2026: come funziona quest’anno e i prossimi
Anche il Sismabonus è prorogato per tutto il 2026 e copre sia edifici residenziali sia produttivi in zone a maggior rischio; tra le spese detraibili la fonte include anche classificazione e verifica sismica.
Possono accedere persone fisiche e imprese (se proprietarie o titolari di diritto reale). Tetti di spesa: 96.000 euro per singola unità e 136.000 euro per parti comuni condominiali.
Aliquote 2026 Sismabonus = 50% prima casa / 36% altri immobili; 2027 = 36% / 30%. Dal 2028 “resta solo il bonus ristrutturazione al 30%” con alcune specifiche (soggetti IRPEF e soprattutto abitazioni residenziali).
Se la Calza della Befana sembra più leggera, non farti ingannare: gli incentivi non spariscono, ma cambiano (e continueranno a farlo). Nel 2026 la strada giusta si prende prima di iniziare i lavori: pianificare il cantiere è l’unico modo di far fruttare i bonus casa rimasti nel 2026.


