27 Luglio 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Muore in cantiere a 85 anni: perché era ancora su una scala a lavorare?
Fernando Bottaro stava eseguendo lavori di muratura quando è caduto da circa due metri. Ora l’inchiesta deve chiarire il suo ruolo e le condizioni di sicurezza.

Fernando Bottaro stava eseguendo opere di muratura in cantiere quando è precipitato da circa due metri. Nessun indagato e nessuna ipotesi di reato, per ora. Ma Procura e Spisal vogliono chiarire il suo ruolo, le condizioni di sicurezza e perché un uomo di 85 anni fosse ancora operativo in quota.

 

A 85 anni su una scala per fare lavori di muratura

Ottantacinque anni, una scala e alcuni lavori di muratura al primo piano di una casa in costruzione in via Selvatico. Sono gli elementi attorno ai quali ruota l’inchiesta sulla morte di Fernando Bottaro, artigiano di Abano Terme deceduto all’interno di un cantiere edile a Teolo, in provincia di Padova.

 

Bottaro si trovava nel cantiere in cui lavorava l’impresa del figlio Omar. Intorno alle 10 era salito su una scala, a circa due metri da terra, quando si è improvvisamente fermato ed è caduto.

 

Gli altri operai e il figlio hanno tentato subito di rianimarlo. Poco dopo sono arrivati anche i sanitari del Suem 118, ma ogni manovra si è rivelata inutile. Resta ancora da stabilire che cosa è successo nei secondi precedenti alla caduta.

 

Fernando potrebbe essere precipitato perdendo l’equilibrio oppure potrebbe essere stato colpito da un malore mentre si trovava sulla scala. Anche per questo la Procura potrebbe disporre l’autopsia.

 

A 85 anni Bottaro era ancora legato al mestiere che aveva svolto per tutta la vita e all’impresa poi portata avanti dal figlio. Una dedizione che può spiegare il desiderio di continuare a essere presente, ma non risponde automaticamente alle domande sulla sua operatività.

 

L’inchiesta vuole sapere che ruolo avesse in cantiere

Secondo la ricostruzione dei fatti, Bottaro stava eseguendo alcuni lavori di muratura. È proprio questo il dettaglio che rende inevitabile la domanda al centro degli accertamenti. Con quale ruolo era presente nella squadra? Svolgeva ancora regolarmente un’attività lavorativa? Quali mansioni gli erano state affidate e in quali condizioni?

 

Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura e affidati allo Spisal dell’Ulss 6 Euganea. Al momento non risultano persone indagate e l’inchiesta non è associata a una specifica ipotesi di reato.

 

Prima di individuare eventuali responsabilità, gli investigatori dovranno ricostruire la posizione dell’ottantacinquenne all’interno del cantiere e verificare l’organizzazione del lavoro, le mansioni effettivamente svolte e le condizioni di sicurezza in cantiere.

 

Tra gli interrogativi c’è anche quello relativo alla sua presenza operativa accanto alla squadra del figlio. Dire che Fernando amava il proprio mestiere o che non riusciva a restare fermo può descriverne il carattere. Per chi indaga, però, non basta.

 

La sicurezza sul lavoro non può dipendere esclusivamente dalla volontà individuale. In un cantiere esistono ruoli, responsabilità e rischi che devono essere valutati prima che una persona salga su una scala, non dopo una tragedia.

 

L’eventuale autopsia potrà chiarire se la morte sia stata provocata dalle conseguenze della caduta o se un malore abbia determinato la perdita di equilibrio. Anche in quest’ultimo caso, tuttavia, resterebbe aperta la questione della mansione che Bottaro stava svolgendo e della sua compatibilità con le condizioni personali.

 

Il lavoro non deve essere una prova di resistenza

La morte di Fernando Bottaro ha sconvolto la famiglia e la comunità di Monteortone, dove era conosciuto e stimato. La moglie Maria Zanon e il figlio Omar hanno parlato di una tragedia davanti alla quale non riuscivano ad aggiungere altre parole.

 

Il sindaco Federico Barbierato lo ha ricordato come uno stimato artigiano, esprimendo la vicinanza dell’amministrazione e della città ai familiari. Anche l’assessore Ermanno Berto ha descritto un uomo elegante, cordiale e profondamente inserito nella comunità.

 

Il cordoglio, però, non può chiudere il discorso sulla sicurezza. Fabio Beltempo dell’Ugl ha chiesto responsabilità, prevenzione e un impegno concreto da parte di tutti i soggetti coinvolti. Il segretario generale della Uil Veneto Roberto Toigo ha scelto invece una frase durissima nella sua essenzialità: evitare ogni commento davanti alla scomparsa di un ottantacinquenne sul posto di lavoro.

 

Un cantiere non è il luogo in cui dimostrare di essere ancora forti, indispensabili o incapaci di fermarsi. È un ambiente in cui ogni mansione deve essere compatibile con chi la svolge e ogni rischio deve essere prevenuto, indipendentemente dall’esperienza accumulata.

 

Fernando Bottaro aveva dedicato la vita al mestiere. Ma a 85 anni non dovrebbe essere il lavoratore a dover dimostrare di riuscire ancora a salire su una scala. Adesso sarà l’inchiesta a dover spiegare perché si trovasse lì, con quali compiti e con quali garanzie.

 

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