31 Marzo 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Altro che valzer: sotto la sala da ballo della Casa Bianca spunta il bunker di Trump
Donald Trump danza in una lussuosa sala da ballo della Casa Bianca sopra un bunker militare sotterraneo con missili, monitor e soldati.

Donald Trump conferma l’esistenza di un enorme complesso militare sotto la futura sala da ballo della Casa Bianca. Tra vetri antiproiettile, tetti anti-droni e accuse di megalomania, il progetto divide già l’America.

 

Casa Bianca: complesso militare sotto il ballroom

Donald Trump l’ha detto senza troppi giri di parole: sotto la nuova sala da ballo della Casa Bianca è in costruzione un “massiccio” complesso militare. Traduzione: non basta il ballroom da 400 milioni di dollari, sotto serve anche un bunker degno della fine del mondo. Altro che ricevimento di gala.

 

La rivelazione è arrivata domenica, a bordo dell’Air Force One, durante il rientro dalla Florida a Washington. Trump ha spiegato che la notizia è venuta fuori a causa di una causa legale che ha definito “stupida”, ma ormai il punto è un altro: il presidente ha confermato apertamente l’esistenza di un progetto che per mesi era rimasto sospeso tra indiscrezioni e atti giudiziari.

 

L’intervento è legato alla demolizione dell’East Wing, l’ala est, sacrificata per fare spazio alla nuova sala da ballo: “la più bella del suo genere in qualsiasi parte del mondo”, secondo Trump. In attesa di vederla completata, è lecita qualche perplessità sul concetto di bellezza ed eleganza del Donald a stelle e strisce, come dimostra il restyling dello studio ovale (molto poco sobrio).

 

Cosa ha dichiarato Trump sul bunker (non più) segreto

La futura sala da ballo della Casa Bianca sorgerà sopra il bunker nucleare costruito negli anni Quaranta per proteggere i presidenti in tempo di guerra. Il rifugio è noto formalmente come Presidential Emergency Operations Center, ed era collocato sotto l’ex East Wing.

 

Che il bunker fosse stato oggetto di interventi e aggiornamenti non era un mistero assoluto. Era piuttosto uno di quei segreti che a Washington conoscono in tanti, ma di cui si preferisce parlare il meno possibile.

 

Secondo quanto dichiarato dal presidente, i militari stanno realizzando un grande complesso sotto la sala da ballo e i lavori sono già in corso. Trump ha anche rivendicato alcune delle dotazioni di sicurezza previste: vetri antiproiettile, tetti e soffitti a prova di droni. Poco invece è dato sapere sul costo del bunker antiatomico del presidente USA.

 

Insomma, da un lato il ballroom, simbolo di rappresentanza, immagine, potere in abito da sera. Dall’altro il bunker “doomsday”, cioè l’ultima linea di difesa se il mondo dovesse mettersi davvero male.

 

Perché il bunker di Trump fa già discutere?

C’è poi un aspetto che va oltre l’architettura. La scelta di blindare simbolicamente e materialmente la Casa Bianca racconta una precisa idea del potere. Trump ha giustificato l’adozione di misure così drastiche con un argomento difficile da liquidare: viviamo in un’epoca in cui droni, attacchi e minacce alla sicurezza non sono più scenari da film.

 

E infatti anche il Secret Service, nei documenti depositati in tribunale lo scorso anno, aveva avvertito che bloccare i lavori della nuova ballroom avrebbe potuto porre problemi di sicurezza nazionale. Quel passaggio era stato interpretato da molti come un riferimento proprio agli interventi sul bunker. Adesso, con la conferma del presidente, quell’interpretazione appare molto meno azzardata.

 

Per i sostenitori di Trump, il progetto è la risposta necessaria a tempi più pericolosi. Del resto, in diversi paesi, Italia compresa, la costruzione di villaggi bunker non è più un’idea che appartiene soltanto ai catastrofisti. D’altra parte, i detrattori hanno argomenti altrettanto forti: la combinazione tra sala da ballo faraonica e bunker ipertecnologico ha qualcosa di quasi caricaturale.

 

Trump non si è limitato a confermare un’infrastruttura sensibile, come un bunker antiatomico. L’ha raccontata come un’opera grandiosa, moderna, bellissima e inattaccabile. In altre parole, una perfetta sintesi del trumpismo in muratura.

 

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