
Otto chilometri di tubi d’acciaio, un piano di lavoro a circa 60 metri d’altezza e sotto, invece di un normale cantiere, l’altare maggiore del Duomo di Milano. Il cantiere da 20 milioni di euro mostra quanto può diventare estrema l’ingegneria dei ponteggi.
Un ponteggio sospeso sopra l’altare del Duomo di Milano
Per restaurare il tiburio senza fermare la vita della cattedrale, la Veneranda Fabbrica ha realizzato una struttura fuori dagli schemi, capace di lasciare libero l’altare maggiore del Duomo di Milano e di richiamare tecnici da tutta Europa.
Il ponteggio sopraelevato, largo circa 18 metri da un lato all’altro e collocato a circa 60 metri d’altezza, è composto complessivamente da circa 8 chilometri di tubi d’acciaio.
È la soluzione ingegneristica messa a punto per affrontare uno dei restauri più complessi della storia recente della cattedrale: quello del tiburio, la struttura ottagonale che circonda la cupola sotto la guglia della Madonnina del Duomo di Milano.
Un ponteggio talmente particolare da aver attirato ingegneri e tecnici provenienti da diversi Paesi europei, alcuni tornati più volte per studiarne funzionamento e caratteristiche.
Sessanta statue restaurate a decine di metri d’altezza
Una grande rete chiude lo spazio centrale, mentre il sistema di ponteggi consente ai restauratori di raggiungere superfici che con soluzioni convenzionali sarebbero state estremamente difficili da trattare.
Il caso del Duomo di Milano dimostra quanto la scelta tra i diversi tipi di ponteggi e le loro caratteristiche possa diventare decisiva quando geometria dell’edificio, sicurezza e necessità di mantenere utilizzabili gli spazi impongono configurazioni fuori standard.
Per Francesco Canali, ingegnere che dal 2014 dirige i cantieri della Veneranda Fabbrica, proprio questa infrastruttura ha permesso di affrontare un restauro che con le dotazioni disponibili negli anni Sessanta non era stato possibile completare allo stesso livello.
Il ponteggio del restauro del Duomo di Milano non è spettacolare soltanto per dimensioni. È soprattutto uno strumento che ha permesso ai restauratori di raggiungere alcune delle parti più delicate della cattedrale. L’intervento ha interessato i quattro grandi arconi decorati complessivamente da una sessantina di statue di santi, circa quindici per lato.
La complessità ricorda, su una scala decisamente eccezionale, le difficoltà che si incontrano anche nei cantieri ordinari quando balconi, sporgenze o geometrie particolari impediscono un montaggio lineare. In questi casi anche il montaggio dei ponteggi in presenza di balconi richiede valutazioni e soluzioni specifiche.
Nel Duomo, però, la sfida è stata portata all’estremo: lavorare come “trapezisti”, come ha scherzato lo stesso Canali, sospesi sopra uno degli spazi più importanti e frequentati della cattedrale.
Un cantiere da 20 milioni che dura da oltre 18 anni
Il restauro complessivo di guglia e tiburio è iniziato nel 2008 e ha superato i 18 anni di attività, con un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro. Dopo anni di lavori, il maxi cantiere si avvicina ora alla conclusione e il tiburio dovrebbe tornare visibile al pubblico in autunno.
Successivamente partirà una fase altrettanto delicata: rimuovere progressivamente una struttura composta da chilometri di tubi senza interferire con le attività della basilica del Duomo di Milano.
La fase durante la quale la cupola è rimasta avvolta dal ponteggio è durata circa otto anni. Nel cantiere hanno lavorato centinaia di dipendenti della Fabbrica e restauratori, per oltre 15 mila giornate di lavoro, attraversando anche i due anni segnati dalla pandemia.
Per la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano la ricerca di soluzioni non convenzionali fa parte della propria missione: conservare il monumento richiede infatti efficienza di cantiere, sicurezza e rispetto di un luogo che, anche durante i restauri, continua a essere una cattedrale viva.
Cantieri di questa complessità mostrano quanto progettazione, sicurezza e capacità di adattare i ponteggi alle caratteristiche dell’edificio possano fare la differenza.
Un principio valido, su scala diversa, anche negli interventi privati e condominiali, dove affidarsi ad aziende specializzate nel montaggio di ponteggi consente di individuare soluzioni adatte alla conformazione e ai vincoli dello stabile.


