
Ristrutturare casa con zero disagi? Si può fare. A patto di… farsi furbi. Ecco tre trucchetti sconosciuti alla maggior parte delle persone.
Ristrutturare casa: da incubo a sogno
Ristrutturare casa significa porre le basi per un’esperienza residenziale più comoda e in linea con le proprie esigenze. Significa però anche intraprendere un viaggio più o meno lungo, una specie di avventura fatta di piccoli sacrifici e disagi.
Ma dev’essere per forza così? Certo, se la ristrutturazione è completa, l’inabitabilità, per quanto temporanea, è assicurata, e ciò porta con sé molti fastidi.
Esistono però alcune pratiche che consentono di ridurre i disagi e che permettono di convivere serenamente con i lavori. Insomma, tre trucchetti che, come il classico uovo di Colombo, sono semplici da mettere in pratica ma a cui non pensa nessuno.
Cosa fare per vivere la ristrutturazione di casa in serenità
Il primo consiglio prevede l’acquisto di accessori. Ovvero, le porte antipolvere con chiusura zip. In genere si pensa ai classici teli di plastica fissati con il nastro adesivo di carta. Questi, però, servono a ben poco contro le polveri sottili generate dalle demolizioni, che inevitabilmente si infiltrano ovunque.
La vera soluzione è investire pochi euro in porte antipolvere in tessuto non tessuto (TNT) dotate di chiusura a cerniera. Queste barriere isolano ermeticamente le stanze in cui continui a vivere, bloccando lo sporco alla fonte. Se poi si aggiunge l’accortezza di sigillare temporaneamente prese d’aria e spifferi, si creerà una vera e propria “zona sicura” in cui respirare tranquillamente.
Il secondo consiglio coinvolge direttamente l’impresa edile, o per meglio dire il rapporto con essa. Consiste nel pretendere che venga definito, e rispettato, il cosiddetto “percorso sporco“.
Si tratta di una precisa e invalicabile linea di transito all’interno dell’abitazione. Questo tracciato deve collegare l’ingresso esclusivamente alle aree di cantiere. I pavimenti di questa zona di passaggio non vanno protetti con teli leggeri, ma con materiali resistenti, come feltro accoppiato o cartone pressato fissato a terra.
La definizione di questo confine, concordando in anticipo l’uso di un bagno specifico per gli operai, evita che detriti e calcinacci vengano sparpagliati nel resto dell’abitazione.
Infine, un consiglio all’apparenza banale ma che permette da un lato di mantenere il controllo sui lavori, e dall’altro di conoscere in anticipo i disagi “della giornata”, e quindi di poterli evitare: chiedere a inizio giornata un breve briefing con l’impresa edile.
Bastano cinque minuti la mattina con il capocantiere per capire quali interventi verranno eseguiti, quanto rumore ci si deve aspettare e se ci saranno stacchi di acqua o luce. In questo modo si è psicologicamente preparati alla giornata, non non si interferisce con i lavori e si manterrà il controllo della situazione senza stressare se stessi e gli operai.


