17 Luglio 2024
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Superbonus 2024: Riforme e Critiche nel Settore Edilizio

Il recente depotenziamento del Superbonus 110% nel 2024 ha scatenato un’ondata di reazioni nel mondo dell’edilizia.

 

Le nuove restrizioni e l’abbassamento delle aliquote, introdotti dal governo attraverso la legge di Bilancio 2024 e un decreto ad hoc, hanno acceso dibattiti e preoccupazioni tra le associazioni di categoria.

 

Preoccupazioni per i Cantieri in Corso

 

Un timore diffuso è che i cambiamenti normativi possano portare molti a rinunciare al completamento dei lavori iniziati. Questo rallentamento potrebbe influire negativamente sugli interventi di efficientamento energetico, un percorso intrapreso appena tre anni fa. Inoltre, il rischio di contenziosi legali con le imprese impegnate nei lavori è un’altra preoccupazione crescente.

 

Reazioni delle Associazioni di Categoria

 

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa ha espresso preoccupazione per i 25.000 cantieri di condomini che rischiano di non completare i lavori. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha criticato la mancanza di flessibilità nelle nuove norme, sottolineando che una proroga di alcuni mesi avrebbe potuto essere sufficiente per concludere i lavori già avviati.

 

Le Nuove Regole e le Loro Conseguenze

 

Le modifiche normative portano incertezza e complicazioni, specialmente per i cantieri già avviati. La sanatoria fissata al 31 dicembre è stata definita dagli ingegneri come insoddisfacente, non considerando il mancato miglioramento energetico degli edifici e i possibili contenziosi a seguire.

 

La Risposta del Governo e le Sue Limitazioni

 

Il governo ha concesso una mini-proroga fino ad ottobre per alcune aliquote più vantaggiose, ma solo per i proprietari di unità immobiliari in condominio con un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tuttavia, questa misura è vista come insufficiente e il limite di reddito troppo basso. Anche l’ammontare del contributo statale rimane incerto.

 

In sintesi, il settore dell’edilizia, tra imprenditori, associazioni e sindacati, si trova a fronteggiare nuove sfide normative e finanziarie. La richiesta di proroghe e soluzioni alternative, purtroppo, è stata ritenuta troppo onerosa per le finanze statali, lasciando il settore in una situazione di incertezza e preoccupazione per il futuro.

 

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