29 Giugno 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» I giovani e il mattone: un cambiamento antropologico?
La generazione Z investe nel mattone?

I millennial e la Generazione Z sono generazioni molto diverse da quella dei loro genitori. Lo sono anche dal punto di vista degli investimenti? L’immaginario collettivo dice di sì. Scopriamo insieme se è vero.

 

Due generazioni vittime di pregiudizi?

 

Sui millennial e sulla Generazione Z si è detto parecchio, e non sempre in modo positivo. Certo, quella di criticare le generazioni più giovani è una costante di tutte le epoche. Eppure, di tanto in tanto, spulciando fra i commenti nei social, sembra quasi di assistere a una sorta di accanimento.

 

Vengono definiti instabili, volubili, poco inclini a rispettare i valori che hanno orientato le esistenze di padri e nonni. Questo approccio potrebbe riflettersi anche sulla questione degli investimenti. Il risultato? La convinzione che i giovani di oggi siano portati a compiere scelte radicalmente diverse rispetto a quelle delle generazioni passate.

 

Da qui, la tendenza a pensare che i giovani non siano interessati al cosiddetto mattone, all’acquisto della casa, sia esso finalizzato alla residenza o alla messa a reddito.

 

I numeri però potrebbero raccontare una realtà diversa.

 

La realtà non è come sembra

 

Un’indagine utile, da questo punto di vista, è quella realizzata da Gabetti con Toluna sulla Generazione Z e sul rapporto dei giovani con la casa. La ricerca ha coinvolto 600 giovani italiani tra i 20 e i 30 anni e ha restituito un risultato per certi versi sorprendente: il 38% degli intervistati dichiara di avere intenzione di acquistare casa nei successivi cinque anni, senza considerare l’affitto come possibilità. L’affitto, invece, è la scelta preferita dal 27% del campione.

 

Il dato è interessante perché smentisce almeno in parte il luogo comune secondo cui i giovani sarebbero ormai disinteressati alla proprietà immobiliare. Il mattone continua a esercitare una certa attrazione, anche tra chi è cresciuto in un contesto culturale segnato dal digitale, dalla mobilità e da strumenti di investimento molto diversi da quelli tradizionali.

 

La ricerca, tuttavia, mostra anche alcune differenze interne. Chi pensa all’acquisto ha in genere tra i 25 e i 30 anni, lavora e convive. Chi preferisce l’affitto, invece, appartiene più spesso alla fascia 20-24 anni, studia e vive ancora con i genitori o con coinquilini. Dunque non emerge un rifiuto del mattone, ma piuttosto una diversa capacità di avvicinarsi all’acquisto.

 

Anche i canali utilizzati confermano questa lettura. I giovani cercano online, si informano, confrontano le offerte, parlano con amici e familiari, provano a capire dove vivere e quanto risparmiare. Il digitale c’è, ma non cancella l’idea della casa come obiettivo concreto. Semmai, la inserisce in un percorso più razionale, più prudente e più consapevole.

 

Giovani con la testa sulle spalle?

 

I dati sugli investimenti nel mattone da parte dei giovani rivelano una realtà complessa, che dà adito ad alcune riflessioni.

 

Tanto per cominciare, si evince che la passione per il mattone è trasversale alle generazioni. Questo potrebbe a sua volta dimostrare che la redditività degli investimenti immobiliari poggia su basi oggettive, capaci di resistere alle contingenze del periodo storico.

 

Un altro spunto di riflessione giunge da un’analisi più approfondita dei millennial e della Generazione Z. Con particolare riferimento a quest’ultima, si potrebbe affermare che la cifra valoriale non stia né nell’instabilità né nella volubilità, ma piuttosto in una sfiducia, peraltro abbastanza giustificata, nel futuro.

 

Questa sfiducia, però, piuttosto che paralizzare e compromettere la capacità decisionale, parrebbe spingere i giovani ad adottare un approccio più razionale, che contempla l’analisi degli scenari e il minuzioso passaggio in rassegna dei pro e dei contro.

 

Comportamenti, questi, che giovano agli investimenti, soprattutto a quelli che, negli ultimi tempi, hanno acquisito elementi di complessità.

 

Come il mattone, per l’appunto.

 

Iscriviti e Resta Aggiornato
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments