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A Latisana spariscono utensili e attrezzature edili (valore circa 5.000 euro): l’azienda se ne accorge con l’inventario. L’uomo denunciato è un ex dipendente già noto per un caso simile: una bici rubata e rivenduta online.
Come è stato scoperto il furto: l’inventario fa scattare l’allarme
Non serve la suspense da thriller: a volte basta un inventario fatto bene. È in questo modo che un’impresa edile di Latisana, in provincia di Udine, si accorge che qualcosa non torna. Nel mese di novembre, durante il controllo delle attrezzature e degli utensili custoditi in magazzino, emergono ammanchi.
A quel punto l’azienda presenta denuncia ai carabinieri della Stazione di Latisana. Le indagini avviate dai militari dell’Arma fanno emergere fin da subito dubbi sul comportamento di un ex dipendente dell’azienda, uscito dall’organico da qualche anno.
Come utensili e attrezzature edili finiscono online
Qui il copione cambia scenario: dal magazzino si passa al Web. A quanto risulta dalle indagini, l’ex dipendente avrebbe messo in vendita su piattaforme online materiali e attrezzature del tutto simili a quelli sottratti.
Si parla di numerosi utensili e attrezzature per l’edilizia, ovvero gli strumenti che si usano normalmente sui cantieri di costruzione o ristrutturazione, come ad esempio martelli pneumatici, flessibili, scalpelli e frattazzi. Un attrezzo che manca può voler dire una squadra che si ferma, un intervento rimandato, un cliente che aspetta e costi che salgono.
La svolta arriva con una perquisizione domiciliare disposta dall’Autorità giudiziaria di Udine. È in quel momento che viene rinvenuta nell’abitazione dell’uomo la refurtiva per un valore complessivo di circa 5.000 euro.
Il sospettato era già noto alle forze dell’ordine per una vicenda simile avvenuta nel marzo scorso. In quel caso, sempre su piattaforme online, avrebbe messo in vendita una bicicletta rubata il mese precedente a Latisana. Anche allora una perquisizione domiciliare avrebbe permesso di recuperare il bene e restituirlo al proprietario.
Proteggere attrezzature in deposito e in cantiere
Questo caso dimostra che un inventario può essere la prima barriera: meglio se non lo fai soltanto a fine anno, ma se pianifichi controlli a cadenza fissa, anche rapidi, per capire subito se qualcosa manca. Altri accorgimenti pratici, senza paranoia ma con buon senso:
- registrare entrate/uscite dal magazzino: anche con un sistema semplice (foglio condiviso o app), purché sia usato davvero da tutti.
- foto e identificazione interna: segnare gli attrezzi in modo riconoscibile (etichette, marcature, numeri interni) aiuta a dimostrare proprietà e a riconoscerli.
- accessi controllati: chiavi, badge o comunque regole chiare su chi può entrare e quando. Il “magazzino aperto per comodità” è un invito.
- attenzione alle vendite online: se sparisce materiale, monitorare i marketplace può dare indizi. Non è “fare gli investigatori”, è proteggere il lavoro.
Intanto, l’ex dipendente è stato denunciato all’Autorità giudiziaria e per lui (come per tutti) vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Il resto lo stabiliranno gli accertamenti. Ma una cosa è già chiara: non servono più le strade polverose del neorealismo per rivendere “la refurtiva”. Basta una piattaforma online e qualcuno che spera di fare l’affare.


