24 Luglio 2024
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Consiglio di Stato nr. 4973, 3 giugno 2024: Google Earth probante per gli abusi edilizi
google earth e abusi edilizi
Google Earth è una possibile prova di abuso edilizio? Ecco cosa dice la sentenza numero 4973 del 3 giugno 2024 del Consiglio di Stato.

Abusi edilizi: il Consiglio di Stato avvalora l’uso di Google Earth

 

Con la sentenza numero 4973 del 3 giugno 2024, il Consiglio di Stato ha rimarcato l’importanza delle scansioni di Google Earth, i cosiddetti “raster“, nella raccolta di prove per i casi di abusi edilizi.

 

Suddetta sentenza va a rafforzare la posizione della giurisprudenza amministrativa sull’argomento.

 

Nel caso specifico esaminato, una sentenza di primo grado aveva ordinato la demolizione di alcune opere edilizie illegali su una proprietà privata. La sentenza è stata impugnata e in appello sono state sollevate alcune questioni, tra le quali:

 

  • L’affidabilità delle prove sugli abusi edilizi e la loro attribuzione;

 

  • La violazione di specifiche norme edilizie (Testo Unico Edilizia, art. 3, comma 1, lettera d);

 

  • L’applicazione delle sanzioni a un abuso non separabile dalla parte legittima e situato in una zona protetta.

 

Perché Google Earth è una prova valida?

 

La data in cui sono stati realizzati gli interventi edilizi è fondamentale nella valutazione di un abuso. Il Consiglio di Stato ha confermato che i risultati di Google Earth possono essere utilizzati come prova in questi casi.

 

Il ricorrente ha sostenuto che il giudice di primo grado aveva erroneamente accettato i raster di Google come prova della data di realizzazione dell’abuso, ignorando le procedure di garanzia richieste dalla legge.

 

Secondo quanto sostenuto dal ricorrente in appello, i rilievi di Google Earth non sono certificati e non possono costituire una prova certa. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che la prova della data di realizzazione di un abuso spetta all’interessato e che Google Earth può fornire prove documentali valide.

 

Inoltre, nel caso specifico, la data delle immagini di Google Earth è stata confermata da altre prove come le visure catastali, che mostrano cambiamenti non autorizzati nell’immobile nel corso degli anni.

 

Le motivazioni della sentenza nr. 4973 (3/6/2024) del Consiglio di Stato

 

Relativamente alla propria decisione, il Consiglio di Stato ha chiarito che:

 

  • L’ordine di demolizione è obbligatorio e non richiede ulteriori motivazioni oltre alla descrizione degli abusi edilizi;

 

  • L’ordine di demolizione ha natura ripristinatoria (non punitiva), quindi la buona fede dell’attuale proprietario o il tempo trascorso dall’abuso non possono impedire la demolizione;

 

  • La legge stabilisce che non è necessaria la comunicazione preliminare di avvio del procedimento per la demolizione, poiché la partecipazione del privato non cambierebbe il risultato finale.

 

In alcuni casi, se l’abuso riguarda variazioni controverse e controvertibili, nonché difformità dal permesso edilizio, potrebbe essere necessario un approccio più flessibile: non è così se la variazione è evidente e palese.

 

In conclusione, il giudice di primo grado ha pienamente applicato suddetti principi, prendendo in considerazione la trasformazione significativa dell’immobile in un’area con molteplici vincoli ambientali, paesaggistici, sismici e idrogeologici. E per farlo si è avvalso di tutti gli strumenti consentiti, ivi comprese le scansioni di Google Earth.

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