13 Febbraio 2026
Blog.Edilnet.it »» EdilNet News - Le notizie del giorno »» Casa stampata in 3D in Emilia-Romagna: ecco l’idea Made in Italy che cambia le regole
Costruzione con bracci robotici delle pareti di Itaca: la casa stampata in 3D certificata antisismica in Emilia-Romagna.

Itaca di WASP è la prima costruzione 3D certificata in Italia: una casa stampata in 3D in due giorni (e con standard antisismici). Il completamento è previsto entro primavera 2026. Ecco come è fatta e perché può essere un modello replicabile.

 

Casa stampata in 3D: in Italia è realtà

 

Sulle colline dell’Emilia-Romagna, WASP ha completato Itaca. La prima casa stampata in 3D certificata in Italia si trova all’interno di Shamballa, il laboratorio a cielo aperto dedicato alla vita sostenibile. La realizzazione complessiva dell’abitazione dovrebbe essere completata entro la primavera 2026.

 

L’idea dichiarata è ambiziosa: sviluppare una fattoria autosufficiente e un modello abitativo stampato in 3D basato su una microeconomia circolare. In altre parole, non solo “una casa”, ma un paradigma di edilizia sostenibile pensato per essere facilmente replicabile in tutto il mondo, grazie alla rapidità di trasmissione delle informazioni che la stampa 3D consente.

 

C’è poi un punto che pesa più di qualunque slogan: le norme. Uno degli obiettivi principali era realizzare un edificio stampato in 3D che rispettasse gli stessi standard delle strutture tradizionali, inclusa la resistenza sismica, in conformità alle normative italiane ed europee.

 

Bracci robotici e pareti in poche ore: come si stampa una casa

 

Il “come” è una delle parti più interessanti: Itaca è stata stampata usando una nuova configurazione del sistema, con quattro bracci robotici posizionati ai vertici di una struttura esagonale. Questa configurazione consente la stampa simultanea di quattro sezioni di parete, accelerando significativamente il processo: lavorando contemporaneamente, i quattro bracci possono completare il guscio strutturale di una casa in appena un paio di giorni. Nel dettaglio progettuale, ogni parete (altezza 380 cm) richiede circa 24 ore di stampa.

 

La vera innovazione, qui, non è solo la velocità: è soprattutto cosa finisce dentro le pareti. La miscela usata è a base di calce priva di cemento, scelta per l’elevata traspirabilità, che aiuta ad autoregolare la temperatura ed evitare la formazione di muffa.

 

Lo spessore delle murature è importante: tra 60 e 70 cm. E dentro quel volume c’è il dettaglio che fa la differenza: le cavità vengono riempite con lolla di riso (sottoprodotto agricolo) e polvere di calce naturale. L’isolamento, quindi, non è “aggiunto dopo”, ma incorporato nella struttura, con l’obiettivo di dare vita a una casa passiva. La struttura integra anche il riscaldamento radiante e gli impianti elettrici inseriti direttamente durante il processo di stampa.

 

Un ecosistema intorno a Itaca

 

Sul fronte impatto ambientale, i materiali selezionati e i coibentanti naturali da scarti di filiera, riducono drasticamente l’impronta delle pareti fino a un bilancio di emissioni di CO₂ negativo.

 

Ma Itaca non si ferma all’edificio. Intorno alla casa stampata in 3D nascerà un ecosistema con due bacini di raccolta dell’acqua piovana per controllare l’erosione e trattenere acqua in un’area prima soggetta a siccità estiva. È previsto anche un intervento di riforestazione e agro-forestazione con oltre 500 alberi e 50.000 piante aromatiche e officinali.

 

Nel progetto è citato anche un giardino automatico alimentato da intelligenza artificiale e l’installazione di sistemi idroponici verticali stampati in 3D per garantire verdure fresche tutto l’anno con poca acqua. Sulla copertura verranno installati un tetto verde e pannelli solari. Infine, è previsto un laboratorio dedicato all’estrazione di principi attivi dalle piante e alla ricerca biologica.

 

Adesso, il progetto è atteso alla prova del mercato. La nuova tecnologia dimostra di poter rispettare norme e prestazioni, ma per smettere di essere un’eccezione e diventare un’opzione reale su larga scala servono investimenti privati e finanziamenti pubblici.

 

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