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La Camera approva il decreto bollette: aiuti ai nuclei più esposti e svantaggiati, stop al telemarketing aggressivo e centrali a carbone prorogate fino al 2038. Ma intanto per i clienti vulnerabili la luce sale ancora dell’8,1%. Una misura utile o un “Ritorno al futuro” all’italiana?
Decreto bollette approvato: cosa cambia per i consumatori
La Camera ha approvato il decreto bollette con 157 voti a favore e 93 contrari. In precedenza, il Governo aveva ottenuto la fiducia sul testo con 203 sì, 117 no e 3 astenuti. Ora il provvedimento passa al Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile.
Le misure, varate prima dello scoppio della guerra in Iran e della nuova crisi energetica, stanziano 5 miliardi di euro per ridurre il peso delle bollette per le famiglie più in difficoltà e per le imprese.
Per chi è il bonus bollette da 115 euro?
Le 2 milioni e 640.000 famiglie economicamente vulnerabili che già ricevono il bonus sociale elettrico otterranno anche un contributo straordinario di 115 euro nel 2026. In questo modo, l’aiuto complessivo salirà a 315 euro.
Gli aiuti per questi nuclei vengono estesi anche al teleriscaldamento. Per le altre famiglie con Isee fino a 25.000 euro, invece, il testo prevede la possibilità di contributi volontari a carico dei venditori. Nel decreto entra anche una stretta sul telemarketing nel settore energia e gas. Scatta infatti il divieto di chiamate e messaggi commerciali indesiderati.
Di quanto salgono le bollette della luce?
Mentre il decreto bollette introduce nuovi aiuti, l’elettricità continua a salire. Arera ha comunicato che nel secondo trimestre del 2026 la bolletta elettrica per il cliente vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà dell’8,1%.
Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo cliente tipo che consuma 2.000 kWh l’anno e ha una potenza impegnata pari a 3 kW, questo aumento significa 45,40 euro in più su base annua. La spesa totale per l’elettricità nei prossimi dodici mesi, considerando il periodo dal 1° aprile 2026 al 31 marzo 2027 e ipotizzando prezzi costanti, sale così a 605 euro.
Il conto complessivo tra luce e gas
Alla spesa elettrica si aggiungono i 1.208 euro dell’utente tipo che consuma 1.100 metri cubi di gas. La somma complessiva arriva quindi a 1.813 euro annui. La stessa ricostruzione evidenzia anche il confronto con gli anni precedenti.
Se oggi il prezzo della luce sale dell’8,1%, rispetto ai tempi precrisi dell’aprile 2021 risulta superiore del 36,6%. Rispetto all’aprile 2024, dopo l’eliminazione degli sconti di Draghi, è superiore del 39,3%. Sono numeri che spiegano bene perché il tema del caro bollette resti centrale: da una parte arrivano gli aiuti, dall’altra il costo dell’energia continua a salire.
Carbone fino al 2038 (ma anche misure per le rinnovabili)
Tra i punti più discussi del decreto bollette c’è la proroga della dismissione delle centrali a carbone. Il testo prevede che, in caso di emergenza, si possa continuare ad attingere al fossile più inquinante fino al 2038. La scadenza precedente, fissata dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, prevedeva lo stop entro dicembre 2025, con eccezione della Sardegna.
Accanto a questa misura, il provvedimento interviene anche sul fronte delle imprese. Il taglio degli incentivi per alcuni impianti fotovoltaici e di quelli per biogas e biomasse servirà a ridurre le bollette delle utenze non domestiche. Inoltre, il gas stoccato durante la crisi energetica del 2022 sarà rivenduto sul mercato per abbassare i prezzi delle bollette delle industrie energivore.
Sul versante rinnovabili, vengono promossi contratti di lungo termine per l’energia rinnovabile destinati alle imprese. È inoltre consentita l’adesione alle comunità energetiche da parte delle persone fisiche, anche nell’ambito dei condomini.


